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Accadde oggi: nasce Paolo Sarpi

14 agosto copia

I suoi scritti furono sottoposti a censura e al vaglio attentissimo dell’Inquisizione per le posizioni filologicamente rigorose che Sarpi dava delle Scritture, e per le sue simpatie verso il Gallicanesimo. Fu pugnalato da cinque sicari, in un agguato da cui forse non fu estranea la Curia romana.
Sarpi, tanto versato in molteplici campi dello scibile umano da essere definito «Oracolo del secolo», fu fermo oppositore della Chiesa cattolica, difendendo le prerogative della Repubblica veneziana, colpita dall’interdetto di papa Paolo V perchè difendeva la sua sovranità nazionale contro lo Stato della Chiesa , il suo motto era “prima Veneziani , poi Cristiani”. (Guarda il filmato sull’Inquisizione del documentarista Werner Weick, realizzato per la televisione della Svizzera Italiana)

Rifiutò di presentarsi di fronte all’Inquisizione romana che intendeva processarlo. Erano gli anni in cui in Italia continuava con vigore la repressione inquisitoriale di papa Pio V: Pietro Carnesecchi venne decapitato nel 1567, nel 1569 gli ebrei furono espulsi dallo Stato pontificio – tranne che da Roma e da Ancona – e nel 1570 fu decapitato l’umanista Aonio Paleario; il papa scomunicò Elisabetta d’Inghilterra nel 1570, organizzò la Lega contro i turchi nel 1571, ottenendo la vittoria navale di Lepanto e a Parigi, la notte del 23 agosto 1572 migliaia di ugonotti furono massacrati: in quell’anno.
Il clima in Europa era ormai profondamente mutato, presto sarebbe stata insanguinata dalle terribili guerre di religione. Non vi era alcuna tolleranza religiosa e culturale, gli ideali di Erasmo erano tramontati, e le regole del Concilio tridentino erano temute anche dai Sovrani dei nascenti Stati nazionali per l’eccessivo potere del clero. La posizione di Sarpi si fece molto difficile.
Così Michele Ciliberto nel libro “Biblioteca laica. Il pensiero libero dell’Italia moderna” da lui curato, commenta due brani di Sarpi “Sull’indice dei libri proibiti” e “Sui poteri dell’Inquisizione”:“”… Una volta riconosciuta l’autorità intangibile dello Stato, Sarpi scopre le dinamiche con cui la Chiesa romana post-tridentina attentava al potere sovrano di Venezia e individua nel tribunale dell’Inquisizione lo strumento principe per l’estensione del dominio romano. Una supremazia mondana che gli appare una pretesa ingiusta e fraudolenta: la separazione fra religione e politica deve essere netta, non solo in un’ottica secolare, ma anche perché volontà divina e legge evangelica la comandano. L’intromissione della Chiesa nella politica ha significato, per Sarpi, il suo snaturamento; la perdita della santità delle origini è culminata nella formazione del papato, segnato dal connubio illecito fra potere temporale e spirituale. Nelle opere storiche Sarpi ricostruisce la genesi di questo ‘mostro’, mentre ‘i colsulti’ (altri suoi importanti scritti) ne denunciano di volta in volta gli abusi, che danneggiano tanto la sovranità di Venezia quanto la salute della Chiesa …””.
Solo in epoca recente il corpus dei ‘Consulti’ sarpiani sono stati studiati in modo approfondito e pubblicati.

 

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