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Accadde oggi: nasce Paul Julius Mobius

24 gennaio

1853 – Nasce a Lipsia Paul Julius Möbius, lo scienziato e neurologo tedesco, la cui notorietà è dovuta principalmente alla scoperta della Sindrome di Moebius ed al controverso libro “L’inferiorità mentale della donna“, considerato un “classico” del razzismo femminile.
Nipote del famoso matematico tedesco August Ferdinand Moebius (il nastro di Moebius), Paul Julius ha dedicato il suo lavoro alle malattie nervose funzionali. Esponente di un positivismo ristretto e scientista è soprattutto famoso per le sue affermazione di vera e propria “superstizione scientifica” sulle caratteristiche fisiche e psichiche delle Donne: maglia nera della scienza!
(In fondo, in risposta alle teorie di Moebius, la satira delle donne sugli uomini: Sabina Guzzanti veste i panni di Berlusconi che disquisisce della sua potenza sessuale e Luciana Littizzetto invia una lettera agli uomini in occasione dell’8 marzo)
È stato direttore del Policlinico neurologico dell’Albert-Verein. Tra le sue scoperte, quella che ancora oggi viene definita la Sindrome di Moebius, dovuta ad ipotrofia o forte carenza di alcuni nervi cranici, la Malattia di Moebius concentrata sull’emicrania oftalmoplegica e Sintomo di Moebius la turba della convergenza oculare nel Morbo di Basedow.
Parallelamente al suo lavoro di medico fu un autorevole rappresentante dell’età positivistica e scientista, con numerosi interventi di tipo filosofico, e pubblicò numerosi lavori che fecero anche scalpore. E’ per la sua fama negativa, scientista che viene ricordato.
Accadde oggi: nasce Paul Julius MobiusMolte polemiche nacquero intorno alla sua pubblicazione più discussa “Uber den phisiologische Schwachsinn des Weibes” del 1900, in cui sono contenute numerose teorie sulle differenze fisiche e spirituali tra i sessi. Il suo libro è ancora oggi considerato una delle fonti principali del razzismo femminile.
Citando studi scientifici (Th. L. W. von Bischoff “Das Gehirngewicht des Menscohen“, 1880, Bonn; traduzione: Il peso del cervello umano) da cui si rilevavano differenze di peso tra i cervelli dell’uomo e della donna (1362 grammi per l’uomo e 1212 grammi per la donna) e anche misure diverse (57 centimetri di circonferenza per il cervello maschile e 55 per quello femminile), Moebius procede nel tracciare la sua teoria, citata nel titolo del libro.
Il testo già alla sua prima pubblicazione suscitò discussioni, polemiche e dibattiti, tanto da essere relegato più che in un testo scientifico, nella serie dei libelli antifemministi o meglio antifemminili, privi del dovuto riscontro e documentazione necessari al dibattito scientifico, anche per i tempi. Ma i tempi erano quelli della vittoria positivistica della Scienza, della nascita della psicoanalisi e della prima psichiatria, discipline che stavano rivoluzionando il mondo scientifico. Balza dunque all’occhio anche del pubblico meno specializzato un saggio che presenta una così deficitaria documentazione scientifica e che definisce in un a-priori proprio ciò che vuole dimostrare.
libromisoginoaq4E’ interessante che il saggio sia stato tradotto in Italia con un grande ritardo dall’Einaudi e che le confutazioni vengano dal mondo scientifico femminile, piuttosto che maschile. Prendiamo a questo proposito i giudizi di alcune Donne, una psichiatra come Franca Onagro Basaglia e una storica e saggista come la Gianini Belotti.
La teoria del suo saggio (pubblicato in Italia nel 1978, L’inferiorità mentale della donna, Einaudi, Piccola Biblioteca, traduzione di Ugo Cerlatti) viene così riassunta da Franca Ongaro che ha introdotto la versione italiana: “Moebius si preoccupa di dimostrare (negando che in questa sua dimostrazione ci sia un implicito giudizio di valore) l’inferiorità fisiologica della donna rispetto all’uomo, per dedurre la necessità di continuare ad escluderla dal gioco sociale“.
La Gianini Belotti: “La deficienza mentale della donna non solo esiste ma è necessaria. Se noi vogliamo una donna la quale sappia adempiere bene al suo compito materno, è necessario ch’essa non abbia un cervello mascolino. […] Le esaltate modern-style partoriscono male e sono pessime madri. Proporzionalmente alla diffusione della «civilizzazione» diminuisce la procreazione, quanto migliori divengono le scuole, di tanto in tanto peggiori diventano i puerperi e tanto più scarsa si fa la secrezione del latte, insomma tanto pià inadatte alla loro funzione diventano le donne.” (da L’inferiorità mentale della donna; citato in Elena Gianini Belotti, Le nuove madri e i nuovi padri)
Ancora la Belotti “Lucidamente reazionario, Moebius mostrava di aver intuito che la condizione indispensabile per ottenere dalle donne l’adesione passiva alla funzione riproduttiva, necessaria per garantire la sopravvivenza della società maschile, era di impedire loro l’accesso alla cultura, perché attraverso essa avrebbero fatalmente acquisito gli strumenti di conoscenza e di riflessione che avrebbero consentito loro di scoprire la misura dell’oppressione che la maternità nascondeva.

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