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Accadde oggi: si pubblica l’Encyclopedie

28 giugno1751 – Viene pubblicata a Parigi dall’editore André Le Breton l’Encyclopédie ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers. L’opera, pubblicata da un consistente gruppo di intellettuali sotto la direzione di Diderot e D’Alembert, rappresenta un importante punto di arrivo di un lungo percorso teso a creare un compendio universale del sapere, nonché il primo prototipo di larga diffusione e successo delle moderne enciclopedie, al quale guarderanno e si ispireranno nella struttura quelle successive.
La sua introduzione, il Discorso Preliminare, è considerata un’importante esposizione degli ideali dell’Illuminismo, nel quale viene altresì esplicitato l’intento dell’opera di incidere profondamente sul modo di pensare e sulla cultura del tempo.
L’Encyclopédie si pone « …Due obiettivi… esporre quanto più è possibile l’ordine e la connessione delle cognizioni umane… contenere di ogni arte, sia liberale che meccanica, i principi generali che ne sono alla base, e i particolari più essenziali che ne formano il corpo e la sostanza »; queste sono le parole di D’Alembert con cui si apre l’opera.
L’opera volle rappresentare la fiducia nel progresso e nell’esercizio della ragione (reso evidente nell’intestazione: Dictionnairediderotraisonné); questa, infatti, era una caratteristica fondamentale dei ceti colti ed avanzati della società francese, i quali nell’Encyclopédie furono rappresentati da ben centosessanta collaboratori, riuniti insieme grazie alla redazione di Diderot e D’Alembert. Essi facevano parte di varie classi sociali, vi erano nobili come Montesquieu e D’Holbach, funzionari statali di vario livello, ecclesiastici. Tutti erano uniti dallo scopo di diffondere una cultura comune nella quale credevano fermamente, una linea di pensiero che metteva insieme menti e dottrine a volte sensibilmente differenti tra loro.
Quando arrivarono i primi due volumi, nel 1751 e nel 1752, arrivarono anche le “osservazioni” dei gesuiti, i quali nelle loro recensioni facevano notare tutte le mancanze dell’opera.
Nonostante tutto ciò che era stato scritto nell’Encyclopédie avesse ottenuto l’approvazione da parte delle autorità regie, gli avversari dei philosophes continuarono il loro attacco: l’opera fu etichettata come sovversiva, capace di sconvolgere l’ordine pubblico garantito dalla monarchia e di indurre alla ribellione. Nel 1758, con l’uscita del settimo volume, si manifestarono le critiche sia del clero calvinista che dei cattolici parigini e Rousseau, entrato in polemica con Diderot, si distaccò dal gruppo di redazione dell’opera. Le accuse dei vari avversari stavolta, peggiorarono notevolmente la situazione e portarono nel 1759 al ritiro della licenza di stampa dell’Encyclopédie e l’opera venne inclusa in una sorta di lista di libri proibiti anche dalla Chiesa di Roma.
Il gruppo di collaboratori e redattori dell’opera si spaccò in due: da un lato il più “radicale” Diderot, che continuò segretamente la redazione clandestina delle tavole descrittive delle arti e dei mestieri aiutato da un gruppo di fedelissimi e sostenuto da D’Holbach, filosofo noto per le sue teorie materialiste e dall’altro i più “moderati”, come D’Alembert, Voltaire ed altri enciclopedisti, i quali avevano abbandonato il progetto. Successivamente, le tensioni politiche si alleviarono, anche grazie all’allontanamento dei gesuiti dalla Francia ed il governo permise nuovamente la stampa dell’opera. La stesura completa dell’opera si concluse nel 1776.
L’opera, per i tempi di enorme portata, occupò circa mille operai nell’arco di 24 anni. Ci furono 2.250 sottoscrittori per una tiratura di 4.250 copie (numero risibile oggi, ma durante il XVIII secolo, una tiratura «normale» non andava oltre i 1.500 esemplari). Visto l’elevato prezzo d’acquisto, si può supporre che il lettore tipico dell’opera facesse parte della classe borghese, dell’esercito, dell’amministrazione statale o della Chiesa. Dal momento che i salotti di lettura si moltiplicavano, è possibile ipotizzare l’opera sia stata consultata da un pubblico significativamente più esteso di quello costituito dai diretti acquirenti.

Le tavole illustrate dell’Encyclopédie

 

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