TwitterFacebookGoogle+

Accusarono di pedofilia preti e un manager marsicano, esponenti della Chiesa a giudizio

marcello-Righettini-belli-e-dannati-trasmissione-tvAvezzano. Avevano accusato di pedofilia alcuni preti e un manager televisivo marsicano, ma sono stati rinviati a giudizio. Si tratta di tre religiosi esponenti della Chiesa romana finiti davanti al giudice del tribunale di Roma per le pesanti accuse nei confronti di un gruppo di sacerdoti e monsignori, oltre al manager televisivo marsicano, Marcello Righettini. Tutto nasce nel 2009 quando Righettini ideò e realizzò un programma tv dal titolo “Belli e dannati”, nel quale parteciparono sia ragazzi dell’agenzia di moda dello stesso Righettini, denominata Fashion tv production , sia personaggi legati alla curia romana. Fu in tale occasione che Righettini conobbe Patrizio Poggi, un ex prete scomunicato perché coinvolto in storie di pedofilia e successivamente rinviato a giudizio in un altro provvedimento parallelo. Poggi, secondo quanto emerso dalle indagini, pervaso dal rancore verso la curia romana, avrebbe iniziato una serie di attività tese a ricattare il Vaticano, a cui avrebbero collaborato, sempre secondo l’accusa, don Marco Valentini, don Orazio Caputo e l’ex numero due della diplomazia vaticana in Italia, monsignor Luca Lorusso. Tra le persone coinvolte ingiustamente, oltre a diversi sacerdoti, anche Marcello Righettini, i quali finirono tutti nel vortice di una grave inchiesta giudiziaria. Dalle indagini è emerso che le persone indagate erano estranee ai fatti e i tre accusati sono stati rinviati a giudizio per aver accusato falsamente in concorso tra loro Righettini e gli altri sacerdoti. Avevano infatti sostenuto che i sacerdoti, così come il manager televisivo marsicano, avessero commesso reati nei confronti di minorenni con abusi sessuali e atti di pedofilia. Il reato contestato ai tre è quello di calunnia. Nel corso dell’udienza preliminare, davanti al gup di Roma, il marsicano, difeso dall’avvocato Pierluigi Oddi, si è costituito parte civile chiedendo un risarcimento danni di 1,5 milioni di euro. A causa di quelle pesantissime accuse, infatti, Righettini avrebbe subito, secondo il difensore, ingenti danni personali ed economici, di cui ha risentito la sua attività imprenditoriale, che a giugno 2013 ha registrato una grande perdita di clienti potenziali inscritti alla agenzia, di sponsor e di contratti tv, oltre ad essere stato ingiustamente additato come pedofilo e truffatore.

Accusarono di pedofilia preti e un manager marsicano, esponenti della Chiesa a giudizio

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.