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Ad impossibilia nemo tenetur

Nel 1953 la Germania firmò un trattato economico con 21 Paesi, tra i quali la Grecia e l’Italia, e ottenne il dimezzamento del debito pubblico, mentre il restante poté pagarlo in 30 anni.

Il problema si pose di nuovo dopo la riunificazione delle due Germanie nel 1990 e anche in quel caso il default della Germania fu evitato con il consenso dell’Italia e della Grecia.
Ora la Germania mostra di avere memoria corta, vuole il default della Grecia ma se ciò dovesse accadere, ci sarà un effetto domino e il primo paese a seguire la Grecia sarà proprio l’Italia.
Quando il debito è accumulato nell’interesse del 10% della popolazione, che ne ha tratto indubbi vantaggi, e a scapito del restante 90%, quando il debito ha raggiunto un livello di avvitamento che ne impedisce, anche nelle previsioni più rosee, il risanamento, non c’è altra strada: il debito deve essere annullato.
Un Paese che non riesce a garantire la sopravvivenza ai suoi cittadini, ha diritto all’insolvenza.
La ricostruzione del debito greco effettuata dal CADTM -Comitato per l’Annullamento del Debito del Terzo Mondo, ha individuato operazioni illegittime illecite e detestabili ma ciò che è più grave è che nella relazione si è analizzato l’aumento esponenziale e ingiustificato del debito da quando la Troika ha posto la Grecia “sotto tutela”.
La Grecia rappresenta il punto di svolta dell’Unione.
Se Tsipras riuscirà a far annullare il debito, sarà l’inizio della fine della dittatura finanziaria e del neoliberismo europeo.
Se il creditore è un usuraio, se il debito è gravato da interessi tali da non consentirne la restituzione, nella maggior parte delle legislazioni penali del mondo non ci si limita ad annullare gli interessi ma si annulla anche il capitale, e gli usurai sono colpiti da provvedimenti di confisca e di sequestro.
La Grecia ha tutto il diritto di essere insolvente e la Troika deve risarcire il popolo greco per la sofferenza e la povertà che ha causato. 
Al referendum contro la schiavitù e la povertà sistematica, i greci dovranno trovare la forza di dire NO.
I romani avevano elaborato già un concetto giuridico che ancora oggi ha una sua attualità: “Ad impossibilia nemo tenetur” – “Nessuno è tenuto a fare l’impossibile”.
Carla Corsetti
Segretario Nazionale di Democrazia Atea
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