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Addio Dario Fo, maestro del grammelot

Milano – Addio al grande giullare. Dario Fo è morto a Milano all’età di 90 anni. Attore, drammaturgo, regista, pittore e scenografo, il premio Nobel per la Letteratura nel 1997 se ne è andato proprio nel giorno in cui viene annunciato il premiato di quest’anno. 
Fo è morto per “un’insufficienza respiratoria causata da una patologia polmonare di cui era sofferente da anni”, ha spiegato il suo medico curante, Delfino Luigi Legnani, direttore del reparto di pneumatologia dell’ospedale Sacco di Milano dove, come ha specificato il dottore, il drammaturgo era “ricoverato da una quindicina di giorni”. “Presente, lucido e collaborativo fino a ieri”, ha aggiunto il medico secondo cui “le sue condizioni sono precipitate nelle ultime ore”. A quel punto “non si poteva fare di più”. Nelle ultime ore “abbiamo lenito la difficoltà respiratoria, che è la cosa peggiore che possa capitare” in presenza di una patologia del genere.

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L’autore di “Mistero buffo“, nato a Sangiano in provincia di Varese, è stato un protagonista della scena culturale italiana e internazionale con la satira politica e sociale e l’impegno civile condiviso per oltre 50 anni con la moglie Franca Rame, morta nel maggio 2013. A marzo era stato celebrato per i suoi 90 anni con una festa pubblica al Piccolo Teatro Studio di Milano. Per 70 anni il teatro è stato la sua grande passione con più di 100 commedie in cui aveva reinventato la satira e la comicità, maestro della mimica, della corposità della parola, dell’astratto grammelot, antica tecnica onomatopeica in cui si realizzano suoni senza senso per ottenere un effetto comico.

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Negli ultimi mesi aveva intensificato le sue attività: “Se mi dovesse capitare qualcosa, dite che ho fatto di tutto per campare”, scherzava con chi gli era vicino. Del resto amava ricordare che “con Franca abbiamo vissuto tre volte più degli altri”.
 
 
Il primo a commentare è stato il presidente del Consiglio Matteo Renzi “Con Dario Fo l’Italia perde uno dei grandi protagonisti del teatro, della cultura, della vita civile del nostro Paese. La sua satira, la ricerca, il lavoro sulla scena, la sua poliedrica attivita’ artistica restano l’eredita’ di un grande italiano nel mondo. Ai suoi familiari il cordoglio mio personale e del governo italiano”.
 (AGI)

 

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