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Adele contro Trump, "non può usare le mie canzoni"

Londra – Adele, la cantante britannica che ha battuto ogni record di vendite e di diffusione dei suoi album, ha fatto sapere di non aver dato il suo permesso a Donald Trump di usare le sue canzoni durante le conferenze. Parlando con l’Independent, un portavoce dell’artista di ‘Hello’, ha detto chiaramente che “Adele non ha dato il permesso per l’uso delle sue canzoni nelle campagne politiche”. Trump, il candidato repubblicano piu’ vulcanico di sempre, ha piu’ volte fatto trasmettere ‘Rolling in the Deep’, famosa canzone di Adele, durante i suoi appuntamenti, scatenando su Twitter le ire dei fan della cantante inglese. Fra l’altro Adele dal 2011, da quando aveva detto di essere “una ragazza del Labour”, evita di entrare nel dibattito politico e di esprimere le sue affiliazioni, che sarebbero anche assai originali nel caso di Donald Trump, considerando la raccolta firme che nel Regno Unito ha chiesto, con centinaia di migliaia di sottoscrizioni, di bandire dal Paese il candidato repubblicano dopo le sue contestate dichiarazioni sull’Islam. Una raccolta firme che fra l’altro ha anche obbligato il parlamento di Westminster a discutere – informalmente – sull’eventuale misura nei confronti del ricchissimo imprenditore aspirante inquilino della Casa Bianca. Come ricorda l’Independent, anche Michael Stipe, ex leader dei R.E.M., si e’ opposto a Trump per il suo utilizzo di ‘It’s the End of the World as We Know It (and I feel fine)’, popolarissima canzone della band di Athens, Georgia. In passato, nel 1984, Bruce Springsteen si oppose all’utilizzo della sua ‘Born in the USA’ da parte di Ronald Reagan. (AGI) 

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