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ADESCA UN 13ENNE SU INTERNET E LO VIOLENTA IN UN BOX: ARRESTATO IMPRENDITORE PEDOFILO

20141008_imagesjfnkjf.jpg.pagespeed.ce.hGQpH2Gxd2 di Gianluca Rocca

AVELLINO – E’ stata ricostruita in tribunale l’inchiesta che ha portato all’arresto di S.D., imprenditore avellinese di circa 45 anni, accusato di atti sessuali con minore (in questo caso con un ragazzino di 13 anni residente in un piccolo comune dell’hinterland). L’episodio risale all’autunno scorso, quando il 13enne consumò un atto sessuale nel Suv dell’imprenditore, in un box di piazza Kennedy.

Davanti ai giudici del collegio penale di Avellino (presidente Cassano, giudici a latere Tringali e Landolfi) sono comparsi ieri i genitori del minore (assistiti dall’avvocato di parte civile Isidoro Niola) e i due carabinieri della stazione di Avellino (il comandante Umberto Polizzi e l’appuntato Gianluca Restieri) che hanno chiuso il cerchio attorno al pedofilo grazie ad una veloce ed efficace attività investigativa. L’imprenditore è stato messo di fronte alle respondabilità, oltre che dalla stessa testimonianza resa dal minore, anche da una serie di riscontri ottenuti dalle telecamere di sorveglianza attive in piazza Macello e dalle tracce lasciate su internet e sul cellulare del minore delle conversazioni tramite le quali l’uomo l’aveva adescato. I carabinieri hanno scoperto che l’imprenditore frequentava un forum online dedicato ai bisessuali e da lì avrebbe stretto amicizia con diversi minorenni: tra questi c’era anche il 13enne di Avellino con il quale scambiò anche il numero di telefono.

Tra i due iniziò una fitta corrispondenza che venne ad un certo punto casualmente intercettata dalla madre del ragazzo: lesse un sms compromettente e chiese spiegazioni al figlio. Messo alle strette il 13enne confessò la relazione e parlò di un incontro che avevano avuto pochi giorni prima (era l’ottobre del 2013). Si erano dati appuntamento a piazza Kennedy, era salito sul Suv dell’imprenditore e insieme si erano appartati all’interno di un garage lì vicino. La mamma decise di denunciare tutto ai carabinieri e il 13enne venne ascoltato in procura.

I carabinieri della stazione di Avellino nel giro di un paio di mesi raccolsero prove sufficienti ad incastrare l’imprenditore e già a dicembre scattarono le manette; ora a distanza di un anno, il 16 dicembre prossimo, data della prossima udienza fissata davanti ai giudici del collegio penale, verrà emessa la sentenza di primo grado, non prima di aver sentito, a porte chiuse, anche la testimonianza diretta del ragazzino.

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