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Adesso l'alleanza di centrodestra è a rischio anche in comuni e regioni 

“Ora alla Camera attacco del Partito Democratico e di Forza Italia al governo e alla Lega al grido di ‘onestà, onestà’. Bene, ogni scelta comporta una conseguenza….anche in Abruzzo”. Così il segretario della Lega in Abruzzo, Giuseppe Bellachioma, questa mattina su Facebook ha spiegato pubblicamente ciò che la maggior parte dei suoi colleghi parlamentari pensa.

Forza Italia ha cambiato verso, “dicevano – sostiene un esponente azzurro – che non eravamo capace a fare opposizione, abbiamo dimostrato non è così”, scrive. Oggi sul decreto sul tribunale di Bari nell’Aula della Camera è scoppiata la bagarre. “Ora non ci picchiamo con i comunisti ma con i fascisti…”, scherza un deputato del Carroccio riferendosi allo scontro non solo verbale che c’è stato questa mattina con esponenti di Fdi. “Ma il dato politico – riassume un altro ‘big’ del partito di via Bellerio – è la convergenza tra i dem e FI. Applausi a vicenda, è cambiato il mondo”.

Il partito azzurro ha scelto di percorrere la strada dell’ostruzionismo, così come il Pd. “Ora – sottolinea un esponente pentastellato – abbiamo bisogno di un periodo di assestamento ma è chiaro che se FI e Pd si mettono insieme per noi non sarà facile far passare i provvedimenti anche perchè il presidente della Camera Fico lascia ampio spazio alle opposizioni”. Difficile capire se le scorie della ‘querellè di oggi possano portare a delle conseguenze nel rapporto tra gli alleati nel centrodestra.

Lo scontro è tra Fdi e Lega e FI non manca di sottolineare come fino a qualche settimana fa “si parlava di asse sovranista”. Ma lo scontro è anche tra azzurri e leghisti. “Stanno esacerbando i toni”, affermano questi ultimi. Facendo notare come l’imprenditore a cui sarebbe stato intestato l’immobile del Tribunale di Bari è stato più volte chiamato in causa dal faccendiere Tarantini durante le sue testimonianze nel processo a carico di Berlusconi. La linea di Salvini, in realtà, resta la stessa: a Roma si governa con M5s, sul territorio con gli azzurri. Ma le distanze tra i due partiti aumentano sempre di più e potrebbero portare progressivamente ad una rottura sul territorio.

Il 21 ottobre ci sono le elezioni in Alto Adige e la Lega pensa di andare da sola, “anche se occorre notare – afferma una fonte leghista – che lì c’è una legge elettorale diversa”. Ma presto ci potrebbe essere anche il voto in Abruzzo e in Basilicata e inoltre l’anno prossimo si andrà a votare in Sardegna (a febbraio) e in altre regioni. La Lega sembra intenzionata alla corsa autonoma. “Lo capiremo – spiega un dirigente di FI – quando ci siederemo al tavolo, ma è chiaro che il rischio è che si vada verso una separazione non solo a Roma”.

Il partito azzurro rimarca di aver attaccato M5s e il ministro Bonafede ma è consapevole che gli attriti con la Lega stiano aumentando con l’avvio del nuovo ‘corso Tajani’, il vicepresidente del partito che questa mattina ha visto Berlusconi. Il ‘rebus’ alleanza si chiarirà in vista delle Europee. Le forze parlamentari del centrodestra saranno in competizione ma il rischio è che vadano allo scontro. Il partito di via Bellerio lavora alla federazione delle Leghe, punta a sovvertire gli equilibri dell’Europarlamento, unendosi con le altre forze ‘sovraniste’; FI, invece, farà una campagna pro Europa. “Dipende se FI terrà, se prenderà il 5% è destinata all’estinzione”, la tesi nella Lega. I rapporti tra Berlusconi e Salvini, seppur sempre più sporadici, restano buoni. Ma la ‘guerriglia’ parlamentare è destinata a ripetersi quando a Montecitorio arriverà il dl dignità.

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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