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Afghanistan in lutto dopo strage Kabul, 80 i morti 

Kabul – L’Afghanistan e’ in lutto nazionale dopo il sanguinoso attentato kamikaze di sabato contro una manifestazione a Kabul della minoranza etnica hazara, rivendicato dall’Isis e che ha provocato almeno 80 morti e 231 feriti.
Il governo ha proclamato una giornata di lutto in tutto il Paese asiatico dopo una riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza nazionale, svoltasi nella notte. Alla riunione ha partecipato il presidente, Ashraf Ghani, che ha voluto che la bandiera afghana fosse a mezz’asta negli edifici pubblici e nelle missioni diplomatiche all’estero. Il governo ha annunciato anche una campagna di donazione di sangue per le vittime, con la collaborazione tra gli altri dei suoi funzionari nelle 34 provincie afghane. 

L’Iran ha condannato l’attentato con il capo della diplomazia, Mohammad Javad Zarif che ha fatto un appello alla “unita’” tra musulmani sciiti e sunniti. “L’attentato terrorista in Afghanistan e’ un nuovo atto di barbarie del Daesh (l’acronimo in arabo dell’Isis;ndr). Gli sciiti e i sunniti devono unirsi per vincere gli estremisti”, ha scritto su Twitter Zarif. 
L’Iran, Paese a maggioranza sciita, condivide una lunga frontiera con l’Afghanistan, dove vive la minoranza sciita hazara, bersaglio dell’attentato di sabato; una minoranza di tre milioni di persone, perseguitata per decenni. ​

La strage è stata rivendicata dallo Stato Islamico, da mesi impegnato ad ampliare sempre di più la sfera d’influenza conquistata solo di recente nel Paese. “Due nostri combattenti hanno fatto detonare le loro cinture esplosive in mezzo a una concentrazione di sciiti nel quartiere di Dehmazang a Kabul, Afghanistan”, recita un dispaccio diffuso dall’agenzia di stampa ‘Amaq’, uno dei principali organi di propaganda del califfato.

Per gli estremisti sunniti, che sono militanti dell’Isis, gli sciiti non sono altro che apostati, coloro cioé che rinnegano la propria stessa religione. In precedenza avevano invece preso le distanze dall’attacco terroristico i Talebani, acerrimi avversari dei jihadisti.

La strage è avvenuta nel quartiere sud-occidentale di Dehmazang, ad appena un chilometro in linea d’aria dal Palazzo Presidenziale che i dimostranti avevano invano tentato di raggiungere, fermati però dai cordoni di sicurezza eretti dalle forze dell’ordine. Le vittime sono state portate nel vicino ospedale di Istiqlal. Molti i cadaveri smembrati dall’onda d’urto.

Il kamikaze, imbottito di esplosivo, si è avvicinato a piedi alla sfilata e si è quindi fatto saltare in aria. La televisione nazionale ha trasmesso in diretta immagini nelle quali si vede una colonna di denso fumo scuro levarsi verso il cielo al di sopra della folla.

I manifestanti stavano contestando pacificamente un mega-progetto governativo per la creazione di una linea dell’alta tensione che colleghi la capitale afghana con il Turkmenistan, ma che discriminerebbe la provincia di Bamyan, dove gli hazara costituiscono la maggior parte della popolazione, fornendole energia elettrica a potenza dimezzata.

“Quello che è successo oggi a Kabul non può passare sotto silenzio in Europa. Contro il terrorismo islamico sempre e ovunque”, ha scritto su Twitter il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. (AGI) 

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