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Agca, istanza di Orlandi al Gip «Trattenetelo per interrogarlo»

dd877a2861eefb6a5e9bfd37567c7f44-k3EG-U430507097114288K-1224x916@Corriere-Web-Roma-593x443Il fratello di Emanuela:: «Mi disse che è ancora viva. È vero, non ha prove, ma alcune circostanze sono oggettive». Le connessioni tra il ruolo del turco e la scomparsa della figlia del messo pontificio, nella versione dell’indagato Marco Fassoni Accetti.

di Fabrizio Peronaci –

ROMA – «Adesso gli inquirenti non hanno scusanti. L’uomo che sparò a Wojtyla e che è sempre stato collegato al sequestro di mia sorella è qui. La Procura di Roma e anche le autorità vaticane, visto che Emanuela è una loro concittadina, dovrebbero sentire il dovere di ascoltarlo. Solo così sapremo una volta per tutte se esiste un fondo di verità in ciò che Agca dice o se è solo mitomania». Per questo i Ilegali di Pietro Orlandi, Massimo Krogh e Nicoletta Piergentili, hanno depositato in Procura a Roma una istanza con la quale chiedono che Ali Agca non sia espulso, ma sia trattenuto in Italia per motivi di giustizia e sia sentito sul caso di Emanuela Orlandi, la ragazza, cittadina vaticana, scomparsa il 22 giugno 1983.

«Assurdo espellerlo senza interrogarlo»
Alì Agca (LaPresse)
Alì Agca (LaPresse)

Il fratello della «ragazza con la fascetta» si era già mosso sabato pomeriggio. Appena saputo del blitz dell’ex Lupo grigio a San Pietro, era tornato con la memoria a 5 anni fa, quando volò fino a Istanbul per incontrare il turco uscito di prigione, e in un’intervista al Corriere aveva chiarito il senso della sua richiesta. «Agca mi disse le stesse cose che afferma oggi, vale a dire che Emanuela è viva e che in Vaticano sanno cosa è successo. Lo convochino: sarebbe assurdo espellerlo senza sentirlo».

La commissione d’inchiesta e l’ultimo indagato
Marco Fassoni Accetti, il supertestimone indagato nel 2013
Marco Fassoni Accetti, il supertestimone indagato nel 2013

Determinazione e coraggio, nei 31 anni scanditi da infiniti depistaggi, in Pietro Orlandi non sono mai venuti meno. In tempi recenti ha lanciato petizioni a papa Ratzinger e alla Segreteria di Stato vaticana perché fosse istituita una commissione d’inchiesta cardinalizia. «È vero che Agca non porta prove sul fatto che mia sorella è viva, ma alcune circostanze sono oggettive. Primo: fu lui a sparare al Papa. Secondo: lui sicuramente sa cosa c’è dietro l’attentato, compreso il possibile mandante. Terzo: fu lui la merce del cosiddetto scambio, la liberazione di Emanuela per la sua scarcerazione. E non basta: tutto ciò va collegato alle novità dell’inchiesta». Il riferimento è all’entrata in scena, nel marzo 2013, di Marco Fassoni Accetti, il fotografo che sostiene di aver essere stato uno dei telefonisti del caso Orlandi e che il sequestro fu attuato da un gruppo di ecclesiastici contrario alla politica di Wojtyla. «Mi attengo ai fatti – prosegue il fratello -. C’è un indagato che ha fatto il nome di Agca in numerosi interrogatori e in un memoriale. Accetti ha detto di aver telefonato lui alla pensione Isa, dove il turco pernottò prima dell’attentato. E in effetti l’albergatore ricordò che la prenotazione fu fatta da un italiano. Lo stesso Accetti afferma che mia sorella fu sequestrata per indurre Agca a ritrattare le accuse all’Est, ai bulgari, come mandanti. E di essersi fatto arrestare per minacciare il turco, in carcere. Come può la Procura non compiere delle verifiche?».

L’incontro in Turchia: «Il cardinale Re ti può aiutare»
Pietro Orlandi saluta papa Francesco nel marzo 2013
Pietro Orlandi saluta papa Francesco nel marzo 2013

Poi Pietro Orlandi sottolinea ciò che gli raccontò Agca nel 2010: «Disse che nel rapimento erano coinvolti Vaticano, Sismi e Cia e che una personalità importante, il cardinale Re, mi poteva aiutare. Ho la registrazione, ma la Procura non l’ha voluta sentire. Perché? È ora che il muro alzato dalla Santa Sede crolli. Per questo ho chiesto più volte, finora senza risposta, di essere ricevuto da papa Francesco».

http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/14_dicembre_28/agca-fratello-emanuela-ora-inquirenti-devono-sentirlo-cfcd4250-8e9c-11e4-9f4a-a1bebd9fbc0e.shtml

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