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Aids, creati embrioni umani resistenti all'Hiv

Londra – Un gruppo di ricercatori della Guangzhou Medical University (Cina) ha manipolato embrioni umani rendendoli resistenti al virus dell’Hiv. Per arrivare a questo risultato, descritto sul Journal of Assisted Reproduction and Genetics, i ricercatori hanno utilizzato una controversa tecnica, conosciuta come CRISPR-Cas9 o editing genetico, che consente di eliminare, aggiungere o modificare i geni con un “taglia e incolla”. In questo caso, i ricercatori hanno aggiunto una mutazione genetica, che solo poche persone fortunate hanno naturalmente, che protegge dall’Hiv. Questa mutazione, chiamata “CCR5 Delta 32”, impedisce al virus dell’Hiv di entrare nei globuli bianchi, cioe’ nelle cellule immunitarie. Nell’esperimento i ricercatori hanno utilizzato 231 embrioni provenienti da trattamenti per la fecondazione in vitro, rimasti inutilizzati e non vitali. Questo significa che non sarebbero mai stati impiantati nell’utero di una donna.

Il “taglia e incolla” per introdurre la variante genetica desiderata ha avuto successo solo in 4 dei 26 embrioni trattati. Gli embrioni sono stati poi distrutti. Questi ricercatori non sono i primi a lavorare sulla manipolazione sperimentale degli embrioni umani. Lo scorso anno un altro gruppo di ricercatori cinesi ha presentato i propri tentativi di manipolazione di un gene negli ovociti fecondati, responsabile della beta-talassemia, una malattia del sabgue molto grave. Questo gruppo non ha raggiunto i risultati sperati. Entrambi i lavori, pero’, hanno sollevato un acceso dibattito circa la sicurezza e i limiti etici dell’editing genetico. I due studi dimostrano che e’ possibile manipolare la vita umana, ma che ci sono ancora molti ostacoli tecnici ed etici. La princpale paura e’ che queste tecniche di manipolazione genetica portino alla creazione di bambini “su misura”. Lo scoirso febbraio, invece, nel Regno Unito e’ stato dato il via libera a un gruppo di scienziati del Francis Crick Institute di Londra per la manipolazione di embrioni umani. Lo scopo dei ricercatori inglesi non e’ lo stesso di quello dei ricercatori cinesi. Il loro obiettivo, infatti, non e’ di “correggere” qualsiasi malattia, ma di trovare i geni di cui ha bisogno un embrione umano per diventare un bambino sano. Comprendere questo aspetto, secondo gli studiosi, aiutera’ a migliorare il successo dei trattamenti di fecondazione assistita. L’autorizzazione ricevuta consentira’ ai ricercatori di usare embrioni umani per la ricerca senza che questi vengano impiantati nelle donne. (AGI) 

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