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Airbnb regala una notte sulla Grande Muraglia. Ma non si può fare

Aveva promesso una notte sulla Grande Muraglia ma il governo cinese le ha negato i permessi. Clamoroso flop per Airbnb, che ha dovuto cancellare il concorso con il quale regalava ai quattro vincitori un soggiorno in un alloggio temporaneo costruito ad hoc su una delle tratte più antiche della Muraglia: i funzionari locali della Commissione Cultura hanno negato l’autorizzazione al progetto lanciato dalla piattaforma per l’affitto di case-vacanze più famosa del mondo.

Dopo che nei social cinesi un’ondata di critiche si era riversata contro il contest, giudicato irriguardoso nei confronti dell’antico monumento nazionale, a mettere la parola fine a una esperienza turistica mai iniziata ci ha pensato direttamente la Beijing Yanqing Cultural Commission, l’ufficio governativo che sovrintende la popolarissima sezione Badaling della Muraglia cinese.

“Il progetto non è in linea con la tutela dei beni culturali”, recita il laconico comunicato della Commissione.

Non solo. Sul suo profilo Weibo, il Twitter cinese, l’ente spiega di non aver mai autorizzato l’iniziativa.  “Comprendiamo e rispettiamo l’opinione espressa dalla Commissione Cultura”, replica in cinese Airbnb sul social network.

“Abbiamo deciso di non farlo più”, scrive poi la società di San Francisco in un altro comunicato in inglese, scusandosi con chi si era già iscritto. “Spiacenti ma questo concorso è al momento chiuso”, si legge aprendo l’apposito link.

La piattaforma americana aveva ideato il progetto con un partner locale, la Beijing Badaling Tourism Company, e negli ultimi mesi – spiega – era stata in contatto con “interlocutori rilevanti” prima di lanciare la promozione. Il partner locale –  scrive il South China Morning Post – ha detto che le due compagnie “stanno ancora lavorando insieme”, senza però fornire dettagli.

La normativa per la preservazione della Grande Muraglia, una delle più grandi imprese architettoniche della storia dell’umanità costruita 2600 anni a scopo difensivo, è stata introdotta nel 2006 e proibisce la costruzione di altre strutture che non siano in linea con i piani di restauro.

L’ira dei social

Il progetto di Airbnb di trasformare una torre secolare in una camera da letto, presentato dalla società come una iniziativa destinata a “rivitalizzare la cultura cinese”, aveva creato sgomento nei social network.

“È stato un onore lavorare con storici e gruppi per la tutela e preservazione ambientale a Pechino per dare vita a questa eccezionale esperienza”, aveva dichiarato nei giorni scorsi Nathan Blecharczyk, co-fondatore di Airbnb e presidente di Airbnb China. “Siamo molto orgogliosi di aver preso parte allo sforzo collettivo volto a valorizzare questo patrimonio inestimabile che oggi unisce le persone piuttosto che dividerle”.

Ma le polemiche, che già serpeggiavano, a quel punto erano esplose. “La Grande Muraglia è una reliquia storica, come possono lasciare che si trasformi in una comune guest house?”, si era sfogato un utente su Weibo.

Patrimonio Unesco, la Grande Muraglia è considerata una delle sette meraviglie del mondo. Si stende lungo 21mila chilometri dalla provincia nord-orientale del Liaoning alla provincia nord-occidentale del Gansu.

Cosa aveva promesso Airbnb​

Ai vincitori del concorso Airbnb aveva promesso il soggiorno in una camera da letto ricavata all’interno di una torre secolare con una vista panoramica a 360. Al tramonto, era prevista una cena gourmet a più portate, accompagnata da un sottofondo di musica tradizionale. All’alba, gli ospiti avrebbero fatto una passeggiata accompagnati dallo storico ufficiale della Muraglia, Dong Yaohui. 

Airbnb ha già organizzato competizioni simili: ad esempio una notte nelle catacombe di Parigi, sulla Grande Barriera Corallina, o nei leggendari studi di Abbey Road a Londra. 

Il mercato cinese

Sono oltre 8,6 milioni i turisti cinesi che utilizzano Airbnb. La piattaforma rivendica 150.000 case in tutto il Paese.

Ma la Cina si rivela comunque un mercato complicato: Airbnb deve affrontare una feroce concorrenza locale, con le piattaforme cinesi Tujia e Xiaozhu che hanno sviluppato un rapido boom grazie all’assenza di una severa supervisione governativa.

A fine marzo, la società americana aveva concordato con le autorità locali di trasmettere le generalità dei suoi utenti in modo tale da soddisfare i requisiti del regime comunista in materia di registrazione dei viaggiatori stranieri. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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