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Al matrimonio in elicottero, sospesa licenza pilota

Roma – La mafia, ha annunciato la Procura di Vibo Vanetia, non c’entra niente, ma la ‘spacconata’ di accompagnare lo sposo al matrimonio in elicottero costerà cara al pilota, che potrebbe perdere la licenza. Dopo il caso dei petali di rosa lanciati da un elicottero sul funerale del boss romano Vittorio Casamonica nell’agosto del 2015, la magistratura ha voluto approfondire, ma finora solo l’Enac ha preso provvedimenti, sospendendo “in via cautelativa” il premesso di volo all’elicotterista che ha effettuato atterraggio e decollo sul centro di Nicotera. “Da una prima ricostruzione dei fatti, – si legge in una nota – il volo in oggetto ha comportato, per varie infrazioni rilevate, un grave pregiudizio per la sicurezza della navigazione aerea, per l’incolumita’ delle persone che si trovavano sia nell’area sorvolata che nella zona utilizzata per atterrare e decollare, nonche’ per le persone a bordo del velivolo e per l’integrita’ dello stesso elicottero”.

Dal canto suo il procuratore facente funzioni di Vibo, Michele Sirgiovanni, ha detto che “non sono emersi al momento elementi tali per far ritenere lo sposo direttamente imparentato con elementi dei clan di Nicotera, ne’ sono emerse ipotesi di reato aggravate dalle modalita’ o finalita’ mafiose”. La procura ha aperto un’inchiesta sull’atterraggio dell’elicottero in piazza Castello con a bordo un pilota e una coppia di sposi. Lo sposo e’ Antonio Gallone, 30 anni, di Nicotera Marina, sorpreso nel 2011 dai Carabinieri di Spilinga ad innaffiare 600 piante di marijuana, ma non indagato per reati di mafia. Allo stato, dai riscontri degli investigatori, risulta che il nonno omonimo dello sposo, nel 2015, e’ stato sottoposto agli arresti domiciliari per una pena definitiva di 11 mesi per illecita coltivazione di 113 piante di marijuana. Il nome del padre del ragazzo, invece, compare negli atti dell’inchiesta “Dinasty” contro il clan Mancuso, risalente al 2003, per delle frequentazioni annotate dai Carabinieri con il boss Pantaleone Mancuso, detto “Scarpuni”. Troppo poco, secondo il magistrato, per una trasmissione degli atti alla Dda di Catanzaro. L’inchiesta mira, infatti, a chiarire le circostanze dell’atterraggio, non autorizzato, del velivolo in piazza, visto che l’elicottero aveva chiesto solo il permesso per il decollo dal campo sportivo di Nicotera alle isole Eolie.

La Procura e i carabinieri hanno comunque acquisito la lista degli invitati del matrimonio di Gallone, Acquisiti pure diversi filmati del matrimonio e dell’arrivo del velivolo accolto con un tappeto rosso per gli sposi e da quasi 400 invitati. (AGI) 

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