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Al Qaeda, base in Sardegna Il Vaticano possibile obiettivo

(AGI) – Roma, 24 apr. – Un network terroristico affiliato ad Al Qaeda con base in Sardegna, soldi e armi in abbondanza e la capacita’ potenziale di mettere a segno attentati anche nel nostro Paese: tra gli obiettivi, secondo le intercettazioni, persino il Vaticano. E’ la “scoperta” fatta dalla Polizia di Stato che al termine di indagini scattate gia’ nel 2009 ha smantellato l’organizzazione: 18 le ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse, nove delle quali eseguite – nei confronti di 8 pachistani e di un afgano – mentre altri tre sono ancora ricercati e altri ancora risultano emigrati all’estero.

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Il blitz ha coinvolto le province di Sassari, Bergamo, Macerata, Roma, Frosinone e Foggia: gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di atti terroristici all’estero (il piu’ grave, la strage nel mercato cittadino Meena Bazar in Peshawar il 28 ottobre del 2009, con oltre 100 vittime) e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, usata come fonte di autofinanziamento: parte dei clandestini arrivavano in Italia, altri venivano smistati in Paesi del nord Europa.

Traffico migranti per comprare armi ed esplosivo

Per aggirare le norme su ingresso e permanenza sul territorio nazionale, si ricorreva a falsi contratti di lavoro rilasciati da imprenditori compiacenti o si spacciavano i diretti interessati per vittime di persecuzioni etniche o religiose.

Vaticano, “notizie vecchie, non siamo preoccupati”

Secondo gli investigatori, due membri dell’organizzazione hanno fatto parte della rete di fiancheggiatori che in Pakistan proteggevano lo sceicco Osama Bin Laden ma il ruolo principale nel network attivo nel nostro Paese era ricoperto da un dirigente del movimento pietistico “Tabligh Eddawa”. L’uomo, Imam e formatore coranico operante tra Brescia e Bergamo, stimolava la raccolta di fondi presso le comunita’ pakistano-afgane radicate nel nostro territorio: i soldi venivano poi spediti in Pakistan mediante “corrieri” o con il sistema “hawala”, che consente di esportare somme di denaro consegnandole ad un terminale presente nello Stato estero. Il blitz e’ “una straordinaria operazione”, e la conferma che “il nostro sistema funziona”, ha sottolineato il ministro dell’Interno Angelino Alfano. “La nostra e’ una grande democrazia, il nostro e’ un grande Paese in grado di assestare questi colpi”. (AGI) .

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