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Al Sinodo l’esigenza di un dialogo con il mondo

Al Sinodo l’esigenza di un dialogo con il mondo(©Ansa) L’arrivo di Francesco al Sinodo sulla famiglia.

Iacopo Scaramuzzi –

Un linguaggio capace di “dialogo con il mondo”, la “gradualità” come atteggiamento che prende in considerazione le difficoltà che possono separare le famiglie reali dall’ideale cristiano, un cammino “lungo, personalizzato e anche severo” di preparazione al matrimonio, l’accoglienza alle coppie di divorziati risposati (l’eucaristia “non è il sacramento dei perfetti, ma di coloro che sono in cammino”). Sono alcuni dei temi emersi a sinodo straordinario  sulla famiglia che, sempre presente il Papa, è iniziato ieri in Vaticano.

 

La sala stampa della Santa Sede ha riferito delle discussioni avvenute, dopo la sessione mattutina inaugurale di ieri, alla seconda e terza congregazione, con un briefing multi-lingue diretto dal portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, e alcune sintesi per iscritto che non riferiscono quale padre sinodale abbia toccato quale tematica ma riportano a grandi linee gli argomenti emersi. Tra la giornata di ieri, la prima delle due settimane, e la mattina di oggi, hanno preso la parola settanta padri sinodali, tra interventi programmati e interventi liberi.

 

Questa mattina, peraltro, “è stato annunciato il desiderio del Santo Padre che il giorno 20, in cui è già previsto un Concistoro per alcune cause di canonizzazione, il Concistoro allarghi la sua dinamica e diventi un Concistoro in cui i cardinali e i patriarchi presenti parleranno della situazione del Medio Oriente, sulla base delle considerazioni dell’incontro dei nunzi apostolici svoltosi la settimana scorsa”, ha riferito padre Lombardi.

 

Nel corso del dibattito “da più parti è emersa la necessità di adeguare il linguaggio della Chiesa, affinché la dottrina sulla famiglia, la vita, la sessualità sia compresa nel modo giusto: bisogna entrare in dialogo con il mondo, guardando all’esempio del Concilio, ovvero con un’apertura critica, ma sincera”, si legge nella sintesi diramata dalla sala stampa vaticana. “Se la Chiesa non ascolta il mondo, il mondo non ascolterà la Chiesa”. Nella discussione è emersa la necessità di fare “attenzione al linguaggio che la Chiesa deve usare per farsi capire sul Vangelo della famiglia”, ha detto nel corso del briefing Lombardi in quello che egli stesso ha definito, con una punta di humor, un “tentativo di sintesi”. Padre Thomas Rosica, responsabile della comunicazione vaticana per la lingua inglese, ha precisato, da parte sua, che un padre sinodale ha sottolineato che “espressioni come ‘intrinsecamente disordinato’ (utilizzata a proposito dell’omosessualità, ndr) o ‘mentalità contraccettiva’ non aiutano a portare le persone a Cristo”.

 

A curare il briefing per la lingua spagnola è don Manuel Dorantes. Si è fatto appello in più interventi al “rispetto della gradualità”, ossia il fatto che “c’è un cammino attraverso cui i cristiani si avvicinano all’ideale della famiglia e del matrimonio cristiano”, ha riferito Lombardi.

 

Nel corso della sessione di ieri pomeriggio “è stato sottolineato come anche situazioni imperfette debbano essere considerate con rispetto: per esempio, unioni di fatto in cui si conviva con fedeltà e amore, presentano elementi di santificazione e di verità”, riferisce la sintesi vaticana. “Bisogna amare davvero le famiglie in difficoltà”.  

 

La gente, “nonostante le apparenze”, “non è più soddisfatta dall’egoismo e cerca ideali” e “il cristiano sa che la felicità è Cristo, ma non riesce più a trovare il linguaggio adatto per dirlo al mondo”.

 

Tra i molti punti emersi questa mattina, è stato sottolineato che “il cammino di preparazione al sacramento matrimoniale, deve essere lungo, personalizzato e anche severo, senza timori di veder eventualmente diminuire il numero di nozze celebrate in Chiesa”. Il sinodo, inoltre, è tornato “sulle coppie in difficoltà, i divorziati risposati”: “Le famiglie sofferenti non cercano soluzioni pastorali rapide, non vogliono essere una mera cifra statistica, ma sentono il bisogno di essere ispirate, di sentirsi accolte e amate. Deve essere lasciato più spazio alla logica sacramentale, piuttosto che a quella giuridica. Quanto all’accostamento all’Eucaristia da parte dei divorziati risposati, è stato ribadito che tale sacramento non è il sacramento dei perfetti, ma di coloro che sono in cammino”.

 

Nel corso del dibattito è stato poi sottolineato che ci sono altre religioni da cui i cristiani possono trarre ispirazione, in particolare laddove le comunità cristiane sono minoritarie. Il cardinale Bechera Rai, patriarca maronita di Beirut, intervenuto al briefing, ha fatto in particolare l’esempio dell’islam.

 

Il Sinodo si è aperto oggi con un’omelia del cardinale Chibly Langlois, vescovo di Les Cayes ad Haiti: il mondo, ha detto il Vescovo creato Cardinale da papa Francesco, “resta segnato dalle ingiustizie di ogni sorta di cui sono vittime numerose popolazioni. È incalcolabile il numero di famiglie che soffrono a causa della miseria, dello sfruttamento, della violenza e della guerra”, ha detto il Porporato, evocando, in particolare, la situazione in Siria, Iraq, Africa e nella stessa Haiti. È emersa l’ipotesi di un messaggio del Sinodo alle famiglie in Iraq. Il cardinale di Manila Luis Antonio Tagle, presidente delegato, ha poi introdotto la testimonianza di vita di una coppia di coniugi filippini, George e Cynthia Campos. Il cardinale Vincent Nichols, arcivescovo di Westminster, intervenuto anch’egli al briefing, ha detto che l’atmosfera delle discussioni è “amabile”, non c’è problema a parlare delle “difficoltà” incontrate dalle famiglie e dalla Chiesa, con accento più “pastorale” che “accademico”, e c’è un “reale senso di condivisione aperta e cammino comune”.

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