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Al via gli scrutini per i presidenti delle Camere. Cosa sapere

Oggi alle 10,30 l’Aula del Senato si riunirà per la prima volta. L’assemblea di Montecitorio è invece convocata per le 11. Due sedute che daranno il via ufficialmente alla XVIII legislatura. L’Aula di palazzo Madama sarà presieduta da Giorgio Napolitano. A dirigere i lavori dell’emiciclo di Montecitorio sarà invece Roberto Giachetti.

Prima dell’avvio delle votazioni per l’elezione dei due presidenti, come prevedono i regolamenti, dovranno essere svolti alcuni passaggi formali: una volta costituito l’Ufficio provvisorio di presidenza, il presidente provvisorio della Camera proclama eletti deputati i candidati che subentrano a candidati eletti per la quota proporzionale già proclamati ed eletti in collegi uninominali, nonché ai deputati optanti tra più circoscrizioni. A tal fine, il presidente sospende la seduta e convoca immediatamente per i relativi accertamenti una Giunta provvisoria composta dei deputati membri della Giunta delle elezioni della precedente legislatura, che siano presenti alla prima seduta. Al Senato, invece, si procederà con la costituzione dell’ufficio di presidenza provvisorio e della Giunta provvisoria per la verifica dei poteri e proclamazione dei senatori subentranti.

Terminati questi adempimenti, prenderanno il via le votazioni. Il primo scrutinio, al Senato, dovrebbe terminare intorno alle 14. Si svolgerà quindi, nel pomeriggio, una seconda votazione. Se anche questa dovesse andare a vuoto, si proseguirà con il terzo scrutinio, ma nella giornata di sabato, quando si potrebbe avere già il nome del successore di Pietro Grasso. Alla Camera, invece, visti i quorum diversi e più alti e l’assenza del ballottaggio, è praticamente impossibile fare una previsione sui tempi. Nella giornata di domani, al momento, dovrebbero svolgersi due votazioni. Si proseguirà poi con i successivi scrutini nella giornata di sabato. Ogni votazione, nel suo complesso, durerà circa due ore.

  • Camera: L’elezione del Presidente ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza dei due terzi dei componenti la Camera. Dal secondo scrutinio è richiesta la maggioranza dei due terzi dei voti computando tra i voti anche le schede bianche. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta dei voti.
  • Senato: Il Senato procede alla elezione del Presidente con votazione a scrutinio segreto. È eletto chi raggiunge la maggioranza assoluta dei voti dei componenti del Senato. Qualora non si raggiunga questa maggioranza neanche con un secondo scrutinio, si procede, nel giorno successivo, ad una terza votazione, nella quale è sufficiente la maggioranza assoluta dei voti dei presenti, computando tra i voti anche le schede bianche. Qualora nella terza votazione nessuno abbia riportato detta maggioranza, il Senato procede nello stesso giorno al ballottaggio fra i due candidati che hanno ottenuto nel precedente scrutinio il maggior numero di voti e viene proclamato eletto quello che consegue la maggioranza, anche se relativa. A parità di voti è eletto o entra in ballottaggio il più anziano di età. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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