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Al via il riconoscimento delle vittime a Bari

Bari – I parenti delle vittime per i procedimenti di identificazione stanno arrivando all’istituto di Medicina Legale di Bari dove sono state allestite tende e punti di assistenza che militari e volontari della Protezione civile stanno realizzando per accogliere i congiunti delle vittime del disastroso incidente ferroviario di ieri mattina nelle campagne di Andria. I primi arrivati sono stati fatti entrare nell’aula dell’istituto anche perche’ all’esterno le temperature sono gia’ elevate. “Ci sono molti giovani tra le vittime – racconta ai giornalisti Maria Storelli del gruppo di psicologi mobilitati per sostenere i familiari nel momento forse piu’ doloroso di questo dramma, il riconoscimento legale delle salme – noi proviamo a immedesimarci nello stato d’animo di queste persone che stanno ancora cercando di capire se i loro cari sono morti. Poi bisogna essere pronti nel momento in cui le loro flebili speranze impatteranno, speriamo di no, con il momento del riconoscimento. Ma non fatemi dire altro, anche per noi non e’ facile.”

Intanto tantissime persone anche stamattina affollano i padiglioni di Ematologia, la Banca del Sangue, distante pochi metri dall’obitorio, per rispondere all’appello e donare il sangue. Tantissimi anche i giornalisti e i cameramen che si assiepano accanto alle tende montate da Croce Rossa e Protezione civile. Occhi lucidi anche tra i numerosi agenti e funzionari di Polizia di Bari, in servizio e non, che piangono un loro collega che e’ tra le vittime di ieri.

Non saranno facili le procedure di riconoscimento legale per alcune delle 23 salme a Bari, all’Istituto di Medicina legale del Policlinico “brutta storia – mormora uno dei medici al lavoro, uscito un momento per fumare una sigaretta, appartato in un angolo fra i pochi alberi, con una temperatura e’ ormai torrida. “Per molti sara’ possibile solo un riconoscimento indiretto, a causa delle condizioni di alcuni dei deceduti. L’impatto e’ stato terrificante”.

Tra i parenti c’e’ molta compostezza pur con i volti rigati di lacrime. Solo qualche lieve momento di tensione all’ingresso dove gli addetti alla sicurezza cercano di filtrare gli ingressi, preoccupati di contenere il numero delle persone. Intenso e molto premuroso il lavoro degli addetti della Protezione civile che stanno coordinando l’accoglienza. Intanto Gabriele, 24 anni a ottobre, di Andria, non si trova ancora. Alcuni parenti raccontano che tornava da Bari, dopo una medicazione per una piccola ferita a una mano. “Era quasi arrivato a casa” mormorano sgomenti. Non e’ tra i feriti, non e’ tra gli identificati. Secondo quanto filtra dall’interno dell’obitorio, i congiunti sono tenuti lontani dall’area delle salme e l’avvicinamento viene disciplinato in modo che uno o due congiunti al massimo procedano al riconoscimento.(AGI) 

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