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Al via piano rilancio museo Archeologico di Napoli, 500mila presenze nel 2019

Napoli – E’ iniziato il piano di rialncio del Museo Archeologico Nazionale di Napoli: 500mila ingressi entro il 2019. E’ questo l’obiettivo di Paolo Giulierini che da un anno è il direttore del Mann. “Devo trovare gli strumenti. Bisogna ribaltare il ragionamento, porre fine ai piagnistei su mancanze di risorse e mezzi, e trovare i modi per perseguire obiettivi. Del resto, le risorse in questo momento il Mann le possiede”. Giulierini ha già messo nero su bianco un piano strategico di rilancio del sito espositivo che è uno dei più prestigiosi d’Italia, creato da Carlo III di Borbone come centro culturale più che come sede della collezione di antichità ricevuta in eredità dalla madre Elisabetta Farnese e da lui ampliata. Nel 2015, il museo ha registrato 360mila ingressi, di cui 300 gruppi scolastici e 7.434 studenti e nel 2019, anno di fine mandato per Giulierini, si vorrebbe raggiungere la quota di 500mila.

“Ho 10 milioni nel bilancio certificato – spiega Giulierini all’Agi – di cui 2 milioni di euro da biglietti e mostre. Altri 6 milioni vengono da fondi Pon, e infine ci sono 20 milioni per lo sviluppo dal Cipe”. Giulierini pero’ non si ferma qui. “Ora il Mann ha un bilancio autonomo. Il sistema messo in piedi dal Mibact fa si’ che l’80% degli incassi rimanga qui – dice – poi c’e’ la nuova normativa per incentivare i privati a investire, molto agile, e il crowdfounding”. Autonomia significa anche liberta’ di strategie, persino per quanto riguarda il prezzo del biglietto di ingresso, ed e’ “consapevole che all’estero i ticket sono piu’ ‘pesanti’ – sottolinea il direttore – ma la tariffa la determina anche il mercato. E il biglietto che costa poco e’ una tradizione del nostro paese. Ora il nostro è a 13 euro, Pompei ne chiede 11 e gli Uffizi 12. Penso che ci allineeremo agli Uffizi.

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Ma si possono creare biglietti integrati, anche con siti museali piu’ ‘deboli’ E non dobbiamo dimenticare che c’e’ una dimensione sociale del bilancio di un museo, che deve essere capace anche di generare economia per la collettivita’”: Il rapporto con la citta’ attraverso rapporti con le sue istituzioni e’ fondamentale per Giulierini, soprattutto con l’area in cui insiste il museo. “Contestualizzazione”, la chiama, la sua operazione di dialogo con “elementi nodali” quali Ferrovie dello Stato, l’aeroporto e la Metropolitana di Napoli spa per intercettare turisti.

“Non abbiamo uno screening raffinato dei nostri visitatori, ma una traccia robusta si’ – esplicita – dei 400mila circa dello scorso anno meta’ non erano paganti, e sono in larga misura le scuole. L’altro 50% e’ prevalentemente di stranieri, diciamo il 60%, europei e americani in prevalenza, cioe’ da quei paesi in cui si e’ creata nel tempo la tradizione del grand tour”. Parte cosi’ il progetto Obvia, la reinterpretazione di opere in linguaggi nuovi (ad esempio, per la riapertura a ottobre della sezione egizia, una delle tre previste ento il 2019, un fumetto avvicinera’ i ragazzi a una delle collezioni piu’ ricche del museo) e in nuovi contesti del quotidiano e del viaggio quali una stazione anche della metro o uno scalo aereo. Il rapporto con i privati? “Anche qui va cambiato atteggiamento – la risposta di Giulierini – la collaborazione va anche accompagnata da servizi a disposizione degli sponsor per agevolarli e da trasparenza. Pure come spendere i soldi e’ un tema. Occorre avere progetti pronti”. (AGI) 

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