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Alce Nero capo indiano santo

L’uomo che forse un giorno diventerà santo della Chiesa cattolica si chiamava Alce Nero, Black Elk. E fu un uomo di apparenti paradossi.

Fra i capi indiani più conosciuti al mondo, lo è per un libro di memorie (“Alce Nero parla”) dove la sola cosa espunta dal curatore John G. Neihardt fu la sua conversione al cattolicesimo e le presumibili virtù per le quali il vescovo statunitense di Rapid City ha aperto la causa di canonizzazione.

L’altro paradosso è che Alce Nero non fu un guerriero qualunque dei Lakota-Sioux, tribù degli Oglala, ma un medicine man, uno sciamano o come si sarebbe detto una volta uno stregone. Che mai rinnegò la propria fede originaria, ma incoraggiato dall’approccio dei gesuiti che lo convertirono la conciliò col cristianesimo, perché secondo lui Santissima Trinità e Grande Spirito non sono affatto incompatibili.

Da Little Bighorn a Wounded Knee

Nato nel 1863, morto nel 1950, attraversò il periodo più tragico e più epico del suo popolo. Conobbe e fu al fianco di grandi capi i cui nomi sono tramandati nella storia, come Toro Seduto e Cavallo Pazzo. Fu partecipe, Alce Nero, dei cruciali momenti storici che tutto il mondo, anche chi poco sa dell’America e dei nativi, conosce: aveva 12 anni alla battaglia di Little Bighorn, il 26 giugno 1876, quando Cheyenne e Sioux massacrarono i cavalleggeri del “generale” Custer che li avevano attaccati. Nel 1887 uscì dalla riserva e si aggregò al circo di Buffalo Bill nella tournée europea, da cui tornò deluso in South Dakota dopo essersi smarrito a Manchester con altri membri del Wild West Show.

La sua biografia contiene altri capitoli importanti, come la partecipazione alla battaglia del 1890 a Wounded Knee. Battaglia per modo di dire, poiché si trattò di un mitragliamento di massa con cui l’esercito americano massacrò centinaia di inermi Sioux del capo Big Foot, fra cui molte donne e bambini.

Nel 1905 Alce Nero diventò cattolico seguendo l’esempio della prima moglie e fu battezzato col nome di Nicola. Al cattolicesimo furono convertiti i suoi figli, anche quelli che, rimasto vedovo, avrebbe generato nelle seconde nozze. Si dedicò, per il resto della vita, alla catechesi e al sostegno dei sacerdoti. Fu sepolto nel cimitero di Manderson-White Horse Creek, nel Dakota del Sud.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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