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alexei navalny canale youtube chiuso

Impossibilitato a candidarsi per le presidenziali, l’attivista anti-corruzione Alexei Navalny continua la sua battaglia, anche personale, contro il governo di Vladimir Putin nelle piazze e, soprattutto su internet, dove i suoi profili social contano milioni di seguaci. Proprio oggi, però, Google ha avvertito Navalny che bloccherà il suo seguitissimo canale YouTube se non verrà rimosso un video nel quale il vicepremier Sergei Prikhodko viene accusato di intrattenere rapporti poco trasparenti con Oleg Deripaska, un magnate delle miniere e delle acciaierie.

Lo spettro del ‘Russiagate’

Nel video incriminato, Navalny riferisce di un incontro tra i due avvenuto sullo yacht di Deripaska, al largo delle coste norvegesi, nel 2016, alcune settimane prima delle elezioni americane. Secondo Navalny, che però non fornisce alcuna prova a riguardo, Deripaska avrebbe riferito a Prikhodko informazioni riservate sulla campagna per le presidenziali Usa che a sua volta avrebbe ricevuto da Paul Manafort, l’ex responsabile del team elettorale di Donald Trump. Accuse che riecheggiano quelle sollevate a suo tempo dal Washington Post nell’ambito delle indagini sul cosiddetto ‘Russiagate’, ovvero le presunte manovre del Cremlino per favorire l’elezione dell’immobiliarista alla Casa Bianca. Deripaska ha avuto in passato relazioni economiche con Manafort ma nega di aver ricevuto informazioni riservate sulle elezioni Usa. Ma c’è di più. Il caso sollevato da Navalny avrebbe anche risvolti a luci rosse

Le accuse dell’attivista sono infatti basate sulle testimonianze di una escort ventunenne, Nastya Rybka, che su Instagram afferma di essere stata presente sullo yacht per intrattenere i presenti. “Un oligarca invita un alto funzionario di governo in gita sul suo yacht: questa è corruzione”, tuona Navalny su YouTube, “un oligarca paga per tutto questo, comprese giovani donne reclutate dalle agenzie di escort. Ci crediate o no anche questa è corruzione”.

L’ira dell’oligarca: “Insinuazioni false e oltraggiose”

Deripaska ha riconosciuto che l’incontro con il vicepremier sullo yacht c’era stato ma che non lo avrebbe corrotto né tantomeno gli avrebbe offerto delle prostitute. “Queste insinuazioni scandalose e mendaci sono guidate dal sensazionalismo e smentiamo totalmente queste oltraggiose false accuse, nella maniera più risoluta possibile”, ha riferito all’Ap una portavoce dell’oligarca. Il magnate, dal canto suo ha denunciato per violazione della privacy sia la escort (la quale apparirà di fronte al giudice il 1 marzo) che Navalny. Un tribunale gli ha dato ragione e ha intimato la rimozione di 14 post su Instagram e sette video su YouTube che violerebbero la privacy di Deripaska.

Il Roskomnadzor, l’autorità per le comunicazioni russa, ha invece messo sulla sua lista nera (ha chiesto, cioè, ai provider di renderlo invisibile entro domani) il materiale incriminato dalla Corte, il cui verdetto ha spinto Alphabet, la holding che controlla Google, ad avvertire l’attivista che il suo canale YouTube verrà chiuso se non provvederà a rimuovere il video. L’ultimatum dovrebbe scadere oggi. Al momento, il canale di Navalny, che ha parlato di “censura di Stato senza precedenti”, risulta ancora visibile. Prikhodko, da parte sua, ha espresso sostegno per la decisione di Deripaska di ricorrere la giustizia ordinaria ma ha sottolineato che la questione avrebbe dovuto essere risolta “da uomo a uomo” con Navalny.

@CiccioRusso_Agi

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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