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Alitalia pronta a lasciare Fiumicinio, da incendio 80 mln danni

(AGI) – Roma, 29 lug. – I danni subiti da Alitalia dalle conseguenze dell’incendio divampato il 7 maggio scorso all’Aeroporto di Fiumicino ammontano a 80 milioni di euro, fino ad oggi. Lo comunica Alitalia. La recente riapertura del Terminal 3 ha infatti decretato la fine della fase di emergenza ma non la fine di numerosi problemi e limitazioni che hanno ancora pesanti effetti sulle operazioni aeroportuali. Alitalia potra’ calcolare l’ammontare totale dei danni subiti solo quando l’Aeroporto tornera’ a funzionare ai livelli pre incendio. Alitalia e’ l’unica compagnia aerea ad avere il proprio Hub a Fiumicino. Sono di Alitalia il 50% circa del totale dei voli dell’aeroporto. Alitalia e’ di gran lunga la compagnia piu’ danneggiata dalle conseguenze dell’incendio. “Abbiamo passato un periodo difficilissimo a causa di un evento che ci ha colpiti profondamente”, dichiara Silvano Cassano Amministratore Delegato di Alitalia. “In questo periodo abbiamo rinunciato a qualsiasi polemica e ci siamo concentrati interamente sul servizio ai passeggeri, per ridurne i disagi”. Alitalia ha completato un primo consuntivo dei danni subiti per la cancellazione di migliaia di voli e per un’infinita’ di problemi operativi che hanno messo in luce la fragilita’ dell’infrastruttura aeroportuale nel suo complesso. Tale consuntivo provvisorio ammonta a 80 milioni di euro. Alitalia e’ determinata a ottenere il risarcimento dei danni subiti. “Il nostro e’ un piano di rilancio complesso, in uno dei settori a maggiore competizione in Italia e nel mondo”. “L’aeroporto di Fiumicino non e’ ancora un’infrastruttura adeguata a fungere da hub di una compagnia con le nostre ambizioni”. “I problemi di Fiumicino nascono da anni e anni di investimenti e pianificazione inadeguati e sono ormai strutturali, auspichiamo meno attenzione alla finanza e piu’ attenzione al mercato e alle esigenze dei passeggeri”. “Se Fiumicino continuera’ a puntare su compagnie low cost e servizi mediocri, Alitalia sara’ costretta a spostare la sua crescita altrove”. (AGI) .
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