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Alla luce gli scritti sconosciuti della Serao

Giornali, riviste e strenne sconosciuti ai biografi di Matilde Serao saranno esposti da mercoledì  20 settembre nelle sale dell’Emeroteca-Biblioteca Tucci, al secondo piano del Palazzo delle Poste di Napoli.

Titolo della mostra: “Viaggio alla scoperta della Serao giornalista attraverso 70 rare testate italiane e francesi”. All’inaugurazione seguirà la proiezione di un filmato e un dibattito sulla grande napoletana di Patrasso nel novantesimo anniversario della morte.

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Finora gli studiosi della Serao avevano citato e preso in esame, al più, una trentina di testate su cui era apparsa la firma della scrittrice e giornalista, ma la ricerca intensificata soprattutto nel 2017 dalla “Tucci” (che pure festeggia il centodecimo anno di vita), animata dal presidente Salvatore Maffei, allarga l’orizzonte in misura significativa. Da qui in avanti, chi si occuperà di Matilde Serao sarà obbligato a muoversi su un territorio ben più ampio di quello, ancorché vasto, ritenuto esplorato.

Da “Le Monde moderne” a “Les Annales”

Tra le pubblicazioni esposte ve ne sono diverse che mancano a tutte le biblioteche italiane, come  “Il Pungolo della domenica” del 1883,  “Le Monde moderne” del 1898, “Mon dimanche” e  “Le Gaulois du Dimanche”  del 1908, ma anche in quelle non esclusive sono stati trovati scritti della Serao di cui s’ignorava l’esistenza, come in “Rivista Nuova di Scienze Lettere e Arti” e  “Il Convegno” del 1880, “La Tavola Rotonda” del 1892,  “La Tribuna Illustrata” del 1893,  “La piccola antologia” del 1894,  “Capitan Cortese” del 1896, “Corriere d’Arte”  del 1898, “Illustrazione Meridionale” del 1900,  “Mater Suavissima” del 1901, “Rinascimento” del 1905, “Per la Calabria” e “Pro Calabria” del 1906,  “La Gioventù” del 1907,  “Les Annales Politiques et Litteraires”  del 1908, “Les Heures Litteraires” del 1909, “L’Arte Muta e il “Nuovo Convito” del 1916 e molte altre ancora.

Dell’enorme materiale rintracciato dalla “Tucci” nei propri scaffali e nelle librerie delle province italiane e francesi resterà traccia in un ampio catalogo illustrato.

La mostra completa con nuove sfumature di colore il ritratto di una donna che profuse – senza dissiparlo – inesausto talento fino alla sera del 25 luglio 1927, quando reclinò per sempre il capo sul tavolo da lavoro nel suo appartamento di piazza Vittoria, proprio mentre scriveva l’ultimo pezzo. Aveva settantun anni.
 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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