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All'aeroporto di Genova ora si può imbarcare il pesto

All’aeroporto di Genova, chi vuole portare a casa un barattolo di pesto può farlo: dal 1 giugno le autorità hanno concesso una gustosa eccezione alle limitazioni sui liquidi da portare in cabina. Il progetto si chiama “Il Pesto è buono”, uno slogan che gioca sul doppio senso: l’unica cosa che si richiede ai passeggeri è, infatti, quella di fare una piccola donazione di 50 centesimi all’associazione Flying Angels Onlus, che dal 2012 si occupa di trasferimenti in aereo di bambini gravemente malati che arrivano all’ospedale Gaslini da oltre 60 Paesi al mondo. 

Come funziona?

Chiunque potrà arrivare in aeroporto con un barattolo da 500 grammi di pesto o con due da 250 grammi (contro i 100 ml consentiti dalla legge per tutti gli altri liquidi), fare la piccola donazione e ottenere un bollino di riconoscimento da apporre sulla confezione, senza il quale non è permesso portare il pesto nel bagaglio a mano. E’ possibile anche munirsi di bollino in anticipo attraverso i negozi convenzionati di Genova. Il barattolo viene poi sottoposto agli stessi controlli previsti per i medicinali e per il latte materno tramite un apparecchio radiogeno. Attenzione però: l’unico pesto che ha il permesso di ‘imbarcarsi’ è quello “genuino genovese”, non quello prodotto in massa e venduto nei supermercati, per intenderci. 

Una soluzione necessaria

“Ogni anno confischiamo centinaia di confezioni di pesto ai controlli sicurezza”, ha spiegato all’Independent Nur El Gawohary, capo ufficio stampa dell’aeroporto. “E’ un vero spreco e un disturbo per i passeggeri. Così abbiamo iniziato a pensare a una soluzione che permetta alle persone di portare a casa il pesto”. Il risultato “è un successo sia in termini di sicurezza che di promozione dalla cucina locale”. 

“Da tempo ci eravamo resi conto che la norma sui liquidi nel bagaglio a mano costringeva tanti genovesi e turisti a lasciare a terra i barattoli di pesto al momento di partire dal nostro scalo”, ha spiegato Marco Arato, Presidente dell’Aeroporto di Genova. “Parliamo di circa 500 barattoli all’anno: uno spreco, ma anche un danno di immagine e un’occasione mancata di promozione delle nostre eccellenze. Per questo abbiamo chiesto alla Direzione di ENAC di trovare una soluzione che consentisse, sempre nel massimo rispetto della sicurezza, di salire a bordo degli aerei in partenza da Genova portando con sé il pesto, sia quello fatto in casa sia quello comprato in negozio”.

Perché non basta acquistarlo al Duty Free

Ma non bastava semplicemente acquistarlo al Duty Free? “Non per i genovesi che difendono gelosamente la ricetta di famiglia o acquistano solo pesto dal produttore locale preferito”, ha osservato El Gawohary. “E’ molto comune trovare barattoli di pesto fatto un casa nei bagagli di ragazzi che studiano all’estero. Ma anche in quelli degli adulti che considerano il prodotto una vera eccellenza da regalare a parenti e amici”. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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