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Allarme da Milano, mancano giudici e cresce la mafia

Dall’inaugurazione dell’anno giudiziario milanese arriva il ‘grido di dolore’ del procuratore generale Roberto Alfonso che parla di “collasso” in relazione alle carenze del personale. “Pur apprezzando davvero gli sforzi del Ministro della Giustizia Orlando non si può non osservare che, a fronte di una crisi ormai cronica della giustizia, tutto ciò che rimane è un bando di concorso per l’assunzione di 800 assistenti giudiziari. Ossia meno del 10 per cento delle vacanze degli organici del personale amministrativo”.

Alfonso sottolinea che “Il mancato adempimento agli obblighi imposti al Ministro della Giustizia dall’art.110 della Costituzione non consente al sistema di rispondere adeguatamente alle esigenze del cittadino; rallenta le aspettative delle imprese; non rende competitivo il paese; non consente di uniformarsi al dettato costituzionale della ragionevole durata del processo; rende difficoltoso il rispetto del principio dell’obbligatorietà dell’azione penale per l’inadeguatezza delle risorse”. Secondo Alfonso, “il malfunzionamento della giustizia ha instaurato un rapporto anomalo tra Stato e cittadino, conseguenza della compromissione della fiducia nei rapporti intersoggettivi verso le istituzioni”.

Orlando, inversione di marcia su organici

“Credo che sia possibile riconoscere una significativa inversione di marcia”, sul tema degli organici nella giustizia, ha detto il ministro della Giustizia, Andrea Orlando. Il ministro ha sottolineato che “rispetto al passato c’è un’attenzione alle risorse umane che mancava da anni e che va oltre la buona volontà”. Orlando ha spiegato che si e’ partiti “da una situazione critica di scopertura di organico, che metteva in serio pericolo la tenuta del sistema. Oggi la situazione è cambiata”. Orlando ha anche esposto dei numeri e ha parlato di 1.820 nuove immissioni entro marzo, 1.600 già avvenute e di altre 3.300 assunzioni che porta il numero a un totale di 5.100 unità. “Abbiamo voluto – ha concluso Orlando – costruire un sistema che prevedesse la revisione delle piante organiche, un sistema più flessibile che vada incontro alle necessità che si venissero a manifestare negli anni”.

Milano, infiltrazioni mafiose

Il procuratore generale scrive che le infiltrazioni di una “organizzazione criminale”, che avrebbe agito per “agevolare l’associazione mafiosa denominata ‘Cosa Nostra’, nei lavori di “Fiera Milano spa” sono un fatto “assai grave per la citta’ di Milano”.

L’indagine della Dda di Milano ha portato a 11 arresti nel luglio scorso per presunte infiltrazioni criminali all’interno della societa’ che e’ stata in parte commissariata.

Roma non è più ‘porto delle nebbie’

“Da molti anni Roma non è più il porto delle nebbie, come venne battezzata in un periodo oscuro della nostra storia”. Lo ha evidenziato il presidente della Corte d’appello capitolina Luciano Panzani nella sua relazione sull’amministrazione della giustizia nel distretto. “Roma – ha aggiunto – deve diventare il luogo in cui l’amministrazione della giustizia rappresenta una risorsa e non un problema”.

Caltanissetta, raddoppiano omicidi non mafiosi

Sono aumentate del 100% le iscrizioni riguardanti i reati di omicidio volontario consumato non di stampo mafioso; in totale, infatti, le iscrizioni sono state 30 rispetto alle 15 dell’anno precedente. E’ quanto emerge dalla relazione del presidente della Corte d’Appello vicario di Caltanissetta, Maria Giovanna Romeo, illustrata nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario. Non si registrano femminicidi. Diminuiscono, rispetto allo scorso anno del 9% i reati per associazione mafiosa del 9%.

Lecce sempre più bassa età primo reato

Si abbassa l’età in cui i minori commettono i primi reati e aumenta il numero di reati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti: è uno dei dati che emerge dalla relazione del presidente della Corte d’appello di Lecce, per l’inaugurazione dell’anno giudiziario. Nel documento confluisce anche la sintesi dell’attività svolta dalle Procure e Tribunali dei minori di Lecce e Taranto. per quanto riguarda il capoluogo salentino, “la presidente ha evidenziato che il numero dei procedimenti appare sottodimensionato rispetto ai reali casi di disagio minorile e di situazioni pregiudizievoli a carico di bambini e adolescenti, riconducibili a inadeguatezze genitoriali”. Altrettanto grave il fatto che il dato emerge “da fonti non istituzionali, non tenute alla segnalazione e sottovalutate da chi a cio’ sarebbe obbligato come insegnanti, medici, ecc.”. Altro elemento di criticità nella gestione della giustizia minorile in Salento viene ravvisato “nei tempi lunghi di nomina del tutore da parte del giudice tutelare”, considerato che è in forte aumento il numero di procedimenti riguardanti minori non accompagnati (395): “si tratta di giovani di entrambi i sessi (in netta prevalenza uomini) privi di documenti e asseritamente minori, provenienti da paesi africani nonché dal Pakistan e dalla Siria, molti dei quali si allontanano con il rischio di finire in organizzazioni criminali”.

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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