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Allarme 'super batterio' in Usa

Roma – E’ un “super batterio“, resistente a tutte le classi di antibiotici finora a disposizione. Praticamente invincibile. è allarme negli Stati Uniti per la scoperta dell’infezione di un batterio capace di resistere anche agli antibiotici con colistina, usati di norma come ultima istanza, grazie al gene Mcr-1 che lo rende immune a tutti gli attacchi antibiotici. L’infezione ha colpito una donna di 48 anni della Pennsylvania, sulla quale nessun antibiotico ha fatto effetto. 
 

Allarme batteri, boom resistenza agli antibiotici

Il caso è stato pubblicato sulla rivista ‘Antimicrobial Agents and Chemotherapy’ dell’American Society for Microbiology. Secondo gli esperti si tratta di una notizia allarmante: la colistina è considerata appunto “l’ultima spiaggia” degli antibiotici, e se un batterio riesce a sopravvivere anche a questa, è pressochè impossibile fermarlo. Potrebbe essere, scrivono i media americani, “la fine della strada” per gli antibiotici. solo pochi mesi fa in Cina era stato scoperto il primo batterio capace di resistere alla colistina, ma si sperava fosse un caso isolato. 


Oggi la stessa scoperta in America, e si teme che batteri simili possano svilupparsi anche in Europa e in Asia. Anche perché il Dna del “Super batterio”, con il gene Mcr-1, puo’ diffondersi rapidamente tra le specie. Secondo Thomas Frieden, direttore dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie degli Usa, “la preoccupazione è alta. Possiamo dire che già oggi per alcuni pazienti l’armadietto dei medicinali è vuoto. Può essere la fine per gli antibiotici, se non agiamo con urgenza”.

L’allarme è stato lanciato anche dall’Economist, che dedica l’ultima copertina proprio ai super batteri e affronta l’argomento nel più ampio contesto delle case farmaceutiche e delle strategie che dovrebbero essere prese a livello governativo per informare i cittadini sul funzionamento degli antibiotici e su come poter intervenire per fermare la diffusione della resistenza. La politica può anche incoraggiare “nuovi modelli commerciali” per far sì che le case farmaceutiche collaborino per trovare una soluzione comune al problema. Perché la resistenza anti-microbica non ha un’unica soluzione e deve essere combattuta su diversi fronti. A cominciare proprio dal consumo e dall’uso su vasta scala che degli antibiotici si fa. (AGI) 

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