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Allontanato dallo Ior il cardinale Calcagno, coprì i preti pedofili

processione n.s.di misericordiaSavona – Nel giorno dell’anniversario della scomparsa didon Carlo Rebagliati, il sacerdote savonese che si era schierato pubblicamente nella battaglia contro la pedofilia, arriva, a sorpresa, la notizia dell’uscita di scena dallo Ior dell’ex vescovo della diocesi di Savona-Noli, Domenico Calcagno.

Una decisione, quella dell’estromissione dell’ex vescovo savonese dalla Commissione di Vigilanza dello Ior dove era stato nominato meno di un anno fa per una durata che avrebbe dovuto essere quinquennale, presa in prima persona da Papa Francesco che colpisce due prelati liguri: insieme al cardinale Calcagno, presidente dell’Apsa, dove lavorava con monsignor Nunzio Scarano, arrestato lo scorso giugno, fuori dallo Ior anche l’ex segretario di Stato Tarcisio Bertone.

Un doppio colpo al potere “temporale” della chiesa ligure che segna particolarmente Genova, ma anche Savona, dove monsignor Calcagno era stato vescovo dal gennaio del 2002 sino alla nomina, nel 2007, di segretario dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica. Una notizia che ieri pochi, in ambito curiale, hanno voluto commentare a Savona. A partire dal vescovo Vittorio Lupi che si è limitato a dire: «Non ho commenti. Il rinnovamento ha un valore positivo e il cardinale continuerà ad avere un ruolo importante nell’Apsa». Ma il segnale, e il conseguentecontraccolpo sulla chiesa savonese, è innegabile.

Non solo. Monsignor Calcagno aveva instaurato un forte legame, in città, non solo negli ambiti prettamente religiosi, ma anche con le sfere del potere locale toccando diversi frangenti, dalla politica alle forze dell’ordine. Uomo estremamente conviviale, amante della buona cucina – sono noti i suoi inviti a pranzo dove lui stesso vestiva gli abiti del cuoco e del fornaio – era diventato famoso in tutta Italia per la produzione e vendita di vini, con tanto di etichetta “Vino da Tavola del Vescovo di Savona-Noli per gli amici”. Quasi 250 le bottiglie vendute presso la libreria delle Paoline a Savona in meno di un mese. La sua celebrità aveva varcato le soglie regionali anche per una collezione poco consona a un uomo di chiesa: armi. Davanti ai dubbi sollevati dai giornalisti, la sua risposta era sempre stata univoca: «Che c’è di male?». E a Savona tanti hanno amato e apprezzato il suo operato, sino all’ultimo, grande evento il cui merito gli va riconosciuto: la visita di Papa Benedetto XVI in città e al Santuario di N.S. di Misericordia nel maggio del 2008. Che i suoi rapporti con papa Ratzinger fossero stretti è emerso anche in altre circostanze, molto meno lusinghiere. Quando, infatti, la magistratura savonese fece perquisire la cassaforte della diocesi savonese sequestrando i documenti contenuti, erano state rinvenute, nello schedario, alcune relazioni relative ai preti pedofilidella Diocesi firmate da Calcagno. Non solo. Presenti anche alcune lettere firmate dallo stesso vescovo e inviate a Ratzinger, contenenti precise indicazioni che invitavano a occultare le responsabilità dei sacerdoti che avevano compiuto abusi sui minori nel savonese.

I grandi scandali della pedofilia, denunciati da Francesco Zanardi, si articolano sotto il suo mandato. Prima il caso di don Barbacini, sviluppatosi già con il vescovo Lafranconi, e poi il caso di don Nello Giraudo, condannato nel marzo 2012, il cui valzer da una parrocchia all’altra era stato voluto proprio dal cardinale Calcagno. Al di là della pedofilia, c’è un altro punto oscuro che resta aperto sull’esperienza savonese di Calcagno e che si lega proprio alla figura di don Carlo Rebagliati, per anni economo della diocesi savonese. I conti della curia dal 2000 al 2007, infatti, sono finiti nel mirino della magistratura in una inchiesta ancora aperta dove si tenderebbe a verificare le eventuali irregolarità nella contabilità finanziaria della diocesi. Accuse sollevate proprio da Rebagliati che aveva chiesto più volte di abbandonare l’incarico di economo, dissociandosi pubblicamente dalla gestione di Calcagno. Un cardinale, quindi, molto discusso, su cui pesano le parole di commento pronunciate dal parroco di Lavagnola don Giovanni Lupino. «Anche questo è un segno di speranza per il rinnovamento della chiesa. L’auspicio è uno solo: che chi viene escluso dalle cariche nello Ior non venga poi “promosso” in qualche diocesi innocente, costretta suo malgrado a fare i conti con alcuni personaggi».

http://www.ilsecoloxix.it/p/savona/2014/01/16/AQ912fXB-allontanato_calcagno_cardinale.shtml

Fonte

 

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