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All'Onu pressing per una soluzione in Siria

(AGI) – Roma, 28 set. – Il conflitto che da quattro anni e mezzo insaguina la Siria approda al Palazzo di Vetro, con gli interventi oggi dei maggiori leader mondiali, da Barack Obama a Vladimir Putin, che davanti all’Assemblea generale dell’Onu cercheranno di offrire una prospettiva che concili la lotta all’Isis con la necessaria transizione politica. Intanto Papa Francesco si e’ schierato contro i bombardamenti sulla Siria, pur non volendo giudicare una situazione politica che ha detto di non conoscere a sufficienza. “Quando sento la parola bombardamento, morte, sangue, ripeto quello che ho detto al Congresso americano: bisogna evitare queste cose”, ha affermato. Gli occhi del mondo sono puntati sull’Onu, dove in serata ci sara’ anche il primo colloquio dopo due anni tra il presidente americano, Barack Obama, e quello russo, Vladimir Putin. La guerra civile siriana, che e’ tra le cause del flusso di profughi in Europa e che ha generato l’orrore dell’Isis, sara’ ovviamente il tema piu’ atteso nei discorso di Obama e Putin, del capo dell’Eliseo, Francois Hollande, e del presidente iraniano, Hassan Rohani. Putin illustrera’ la sua strategia per la Siria. Isolato dall’Occidente per la crisi in Ucraina, il capo del Cremlino ha spiazzato Washington con l’invio di aerei e truppe sul territorio siriano ed e’ gia’ riuscito a convincere molti leader mondiali che Assad, almeno temporaneamente, deve rimanere al potere. Tutti gli analisti danno per scontato che si rivolgera’ alla comunita’ internazionale con la proposta di formare un’ampia coalizione che includa l’Iran e il regime di Assad, per lottare contro i jihadisti sul terreno. La Russia, che ha gia’ siglato un’alleanza militare con Iran, Iraq e Siria per lottare contro l’Isis (materializzatasi nella creazione di un centro di intelligence a Baghdad) spera di aggiungere gli Usa e le altre potenze occidentali alla coalizione. Per ora si consolida l’asse russo-sciita, formato dall’Iran e dagli alauiti di Assad: il presidente iraniano, Hassan Rohani, ha ricordato anche nelle ultime ore che ora “la priorita’ n.1” e’ combattere il terrorismo, a partire dalle formazioni jihadiste sunnite di Isis e dei qaedisti di al Nusra; solo dopo, ha chiarito, si potra’ parlare di riforme politiche ed il popolo potra’ pensare ad un nuovo governo. Intanto Mosca ha annunciato che a ottobre Russia e Usa lavoreranno insieme in un gruppo di contatto sulla Siria, dove anche Iran e Arabia Saudita siederanno a uno stesso tavolo, insieme a Egitto e Turchia. I colloqui avverranno in parallelo ai 4 gruppi di lavoro a cui sta lavorando, il mediatore dell’Onu per la Siria, Staffan de Mistura. Mosca non ha fatto sapere ne’ dove si terra’ la riunione, ne’ quando ma il viceministro degli Esteri, Mikhail Bogdanov, si e’ augurato che avvenga “il primo possibile”. (AGI) .
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