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Altri 50 migranti andranno in Germania, ma il premier maltese si arrabbia con Conte

Dopo Francia e Malta, anche la Germania ha dato la sua disponibilità ad accogliere 50 dei 450 migranti recuperati al largo di Lampedusa (8, i più gravi, sono già stati sbarcati) e a bordo da sabato mattina delle due navi ferme davanti a Pozzallo (una della Guardia di Finanza, l’altra della missione Frontex). È quanto si apprende da fonti di governo che considerano “un successo” la reazione dei Paesi Ue alle richieste dell’esecutivo italiano.

“Francia e Malta prenderanno rispettivamente 50 persone dei 450 migranti trasbordati sulle due navi militari. A breve arriveranno anche le adesioni di altri Paesi europei”, aveva scritto Conte ieri su Facebook.  “È il primo importante risultato ottenuto oggi, dopo una giornata di scambi telefonici che ho avuto con tutti i 27 leader europei”, rivendica il presidente del Consiglio, che spiega il contenuto dei colloqui: “Ho ricordato loro la logica e lo spirito di condivisione che sono contenuti nelle conclusioni del consiglio europeo di fine giugno e che prevedono il pieno coinvolgimento di tutti i paesi dell’Ue. È proprio rifacendomi a questi principi, che ho chiesto loro di farsi carico di una parte di questi migranti. Le stesse cose – prosegue Conte – le ho ribadite anche nella lettera che, come annunciato, ho inviato proprio oggi al Presidente della Commissione europea Juncker e al Presidente del Consiglio europeo Tusk, sollecitando una attuazione immediata delle conclusioni del Consiglio europeo. Finalmente l’Italia è ascoltata”. 

La linea giallo-verde sta pagando

“Complimenti al nostro presidente Conte che in poco tempo è riuscito a ottenere rispetto dall’Europa, finalmente le responsabilità sulla gestione dei flussi migratori saranno condivise da tutti i leader Ue”, dichiarano i capigruppo M5s di Camera e Senato, Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli, che aggiungono: “Gli italiani possono essere fieri di avere un presidente del Consiglio come Giuseppe Conte. Dal giorno del suo insediamento ha dimostrato grande competenza e capacità di dialogo. E grazie al suo impegno è stato raggiunto un importante traguardo: il fenomeno migratorio non è più un problema italiano ma europeo. Francia e Malta hanno risposto all’appello del nostro Governo e accoglieranno 100 dei 450 migranti che si trovano sulle due navi militari. A breve, inoltre, arriveranno anche le adesioni di altri Paesi europei”, concludono D’Uva e Patuanelli. E dopo pochi minuti è arrivato l’ok di Berlino.

“Di sicuro non siamo più un Paese colabrodo”, dice il vicepremier in una lettera al Corriere della Sera. Il ministro rivendica a sé il merito di aver “scosso l’ipocrisia europea. L’ultimo risultato – aggiunge – “sono i cento immigrati che volevano arrivare in Sicilia e che Francia e Malta hanno accettato di accogliere. Non era mai successo. Eppure non mi basta: voglio invertire la rotta rispetto ai disastrosi anni del Pd”.

La linea del governo giallo-verde illustrata negli ultimi vertici europei e seguita alla prima crisi diplomatica con Malta, quella di un mese fa con la nave Aquarius (poi finita a Valencia), comincia a produrre i suoi effetti concreti, a detta di premier e ministri. Le coste italiane sono anche le coste sud dell’Europa e questo non può più essere meramente un dato geografico, hanno detto Salvini e Conte a Bruxelles e a Innsbruck. I barconi della speranza o le navi delle Ong non possono più sbarcare automaticamente a Lampedusa o nei porti della Sicilia il loro carico di uomini, donne e bambini. Bisogna parlarne prima, anche a costo di lasciare in mezzo al mare per qualche giorno navi e migranti.

Le due navi sono infatti ancora ferme a largo di Pozzallo (442 persone a bordo), e si attende che alla disponibilità formalizzata nelle ultime ore da Francia, Malta e Germania, seguano indicazioni precise per procedere con lo smistamento dei migranti. Intanto saranno consegnati viveri per due giorni alle due navi in attesa, i pasti sono in preparazione nel centro di identificazione di Pozzallo. Una motovedetta della Guardia costiera li consegnerà alla nave Protector di Frontex, con a bordo 176 migranti, mentre una motovedetta della Guardia di Finanza li consegnerà al pattugliatore Monte Sperone, l’unità delle Fiamme Gialle che trasporta gli altri 266. A quest’ultima verranno forniti anche omogeneizzati e succhi di frutta per la ventina di minorenni a bordo, che nella notte sono stati visitati da operatori sanitari.

La lettera del premier Maltese

Un successo, dunque, la linea italiana. Che però non è andato giù al premier maltese, Muscat, non il tono con cui il governo italiano si è complimentato con se stesso per aver ottenuto attenzione e disponibilità da altri Paesi.

“Caro Giuseppe, ti ringrazio per la tua lettera, ma sappi che Malta ha sempre agito nel giusto, attaccare un altro paese europeo per giustificare le difficoltà dell’Italia non è corretto. Noi abbiamo sempre rispettato le regole e condiviso responsabilità”. È questo il messaggio che emerge da una lettera – ottenuta in esclusiva da The Post Internazionale (TPI.it) – che il premier maltese Joseph Muscat ha inviato al presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte, in risposta a una missiva che Conte gli ha scritto nella serata di ieri. Il documento, ancora inedito, è indirizzato al premier Conte, e spedito con una nota di congratulazioni anche al Ministero degli Affari esteri italiano e alle ambasciate europee residenti in Italia.

I due – Conte e Muscat – avevano già avuto un colloquio telefonico ieri sera. Il premier italiano aveva infatti chiesto a Malta di accogliere una parte dei 450 migranti a bordo di un peschereccio che il ministro dell’Interno Matteo Salvini, congiuntamente con il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, aveva escluso sarebbe potuto arrivare in Italia (“Vadano a Malta o in Libia, in Italia si arriva solo con mezzi legali”). Tuttavia – secondo fonti istituzionali vicine alla vicenda – Conte avrebbe esagerato chiaramente quando dice che “finalmente l’Italia inizia a essere ascoltata davvero… un risultato importante ottenuto oggi, dopo una giornata di scambi telefonici e scritti che ho avuto con tutti i 27 leader europei”.

Anche perché pochi paesi, tranne Malta e Francia E ora Germania), hanno pubblicamente annunciato di voler sostenere l’idea di ridistribuire i migranti, e “il fatto che abbia menzionato Malta e la Francia è sintomatico del fatto che tenti di incoraggiare altri paesi a fare lo stesso “, spiega la fonte.

Ed è a causa di questo atteggiamento – accompagnato poi dalla lettera di Conte di ieri sera – che il governo di Malta è rimasto “perplesso”, come scrive il premier maltese nella sua lettera. Quel “Finalmente l’Italia è ascoltata”, è del tutto fuori luogo, per il premier della Valletta.

Cosa ha scritto Muscat Conte

“Caro Giuseppe

“Ti ringrazio per la tua lettera di ieri, in cui sottolinei la solidarietà  offerta da Malta. Te  ne sono grato. Nonostante ciò, devo dirti che sono rimasto perplesso sul contenuto della prima parte della suddetta lettera, e non posso lasciare questo aspetto senza risposta”.

“Le affermazioni secondo cui Malta non avrebbe rispettato i suoi obblighi in questo caso è del tutto inaccettabile. Malta ha adempiuto a tutte le regole e non si può in nessun caso fare riferimento ad alcun mancato soccorso della barca in questione da parte di Malta”.

“La barca in questione non ha chiesto soccorso, era a 53 miglia dal territorio italiano quando e entrato nella zone SAR maltese, ed era diretta a Lampedusa. La responsabilità di ogni paese nel gestire la sua  zona  SAR  è  coordinare  un  eventuale  soccorso  se  si  avvera  necessario. Nessun paese ha il diritto di fermare la navigazione di una barca in acque internazionali nemmeno se ha il controllo della zona sar in cui la barca si trova. Ti ricordo quindi che anche in questo caso, come in tutti i casi precedenti, Malta sta agendo nel pieno rispetto delle regole e convenzioni internazionali”.

“Riconosciamo le difficoltà che l’Italia sta affrontando, ma certamente la soluzione non e di attaccare un partner Europeo che affronta le stesse sfide e che manifesta continua solidarietà”.

“Come ben sai, Malta considera l’Italia un partner fondamentale a cui intende manifestare costante solidarietà anche sull’impegnativa questione delle migrazioni nel Mediterraneo. A tal proposito, con assoluto senso di responsabilità, Malta ha gestito in prima linea il caso Lifeline, coinvolgendo con successo altri Stati membri e mettendo in atto un azione condivisa a livello Europeo”.

“Anche se il caso Lifeline non dovrebbe essere usato come un precedente a questo caso odierno, perché il questo caso e completamente diverso da quello della Lifeline, con riferimento alla Tua richiesta ricevuta ieri, confermo la Nostra disponibilità nel prendere in carico persone presenti sull’imbarcazione come da nostro accordo telefonico, a conferma della nostra continua solidarietà nella questione migratoria”

“Colgo l’occasione per ricordare che negli ultimi anni Malta ha lavorato mano nella mano con l’Italia per mettere un faro costante su questo tema e per metterlo sempre al centro dei nostri vertici europei. Grazie a questo impegno, l’UE ha preso decisioni importanti sul’immigrazione con una svolta importante nel 2015 quando con il vertice di Valletta abbiamo lanciato il Trust Fund per l’Africa e il Migration Compact proposti dal’allora governo italiano. Tre anni dopo l’ attuazione di queste e altre importanti decisioni, la politica migratoria Europea sta dando i suoi frutti e dal 1 gennaio di questo anno stiamo ottenendo una diminuzione del 80% nei flussi. Malta inoltre sta attuando le strategie concordate a livello Europeo, particolare alla conferenza di Malta e al vertice di Malta di Febbraio 2017 dove importanti decisioni sul rafforzamento della Guardia Costiera Libica sono state prese. È quindi importante riconoscere questi risultati e continuare a lavorare per ottenere sempre maggiori successi nel diminuire ulteriormente questi flussi perché soltanto così possiamo diminuire anche le correlale tragedie e I morti in mare.”

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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