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Alzheimer, la ricerca parla al femminile

Roma- La ricerca sull’Alzheimer parla al femminile e riporta scienziati in Italia. E’ quanto emerge dal profilo dei 25 vincitori di altrettanti assegni di ricerca banditi dall’Universita’ degli Studi di Firenze. E’ il risultato della campagna promossa da Coop, prima insegna della grande distribuzione in Italia e al tempo stesso grande organizzazione di consumatori con oltre 8 milioni e mezzo di soci, a favore di Airalzh – Associazione Italiana Ricerca Alzheimer -, una onlus che si propone di diventare punto di riferimento per il sostegno alla ricerca sulle patologie neurodegenerative, che complessivamente affliggono in Italia oltre un milione e 200 mila persone. Dei 25 progetti di ricerca premiati (per un valore complessivo annuo di 600.000 euro, ovvero 1 milione e 800 mila euro nel triennio di durata del progetto) sono ben 23 quelli che portano una firma femminile. Tra questi anche quelli di 3 ricercatrici che hanno potuto rientrare o preferire l’Italia rispetto all’estero.

L’iniziativa – presentata nel corso di una conferenza stampa presso il ministero dell’Istruzione a Roma- prende le mosse dall’interesse e dall’impegno che accomuna Airalzh e Coop rispetto all’influenza degli stili di vita e delle abitudini alimentari sulla malattia di Alzheimer. Secondo il professor Sandro Sorbi, presidente di Airalzh, “esiste una relazione tra l’azione dei fattori ambientali e lo stile di vita e la possibilita’ di modificare il rischio di ammalarsi per malattia di Alzheimer”. Decisivo percio’, per Coop, partire dall’educazione e dalla consapevolezza dei consumi: “Gli stili di vita e l’alimentazione – ha rilevato il presidente di Ancc-Coop, Stefano Bassi – si stanno rivelando sempre piu’ importanti per la prevenzione di molte patologie”.Contraddistinta dallo slogan “Non ti scordar di te”, la campagna Airalzh-Coop verte sul contributo dato da soci e consumatori attraverso l’acquisto di specifici prodotti appositamente segnalati fino alla fine dell’anno. “I primi risultati ci fanno capire quanto alta sia la sensibilita’ rispetto a queste patologie – spiega la direttrice generale di Coop Italia, Maura Latini – e i risultati sono stati superiori alle nostre aspettative, in alcuni casi fino al raddoppio dell’obiettivo”. In Italia si calcola che una persona malata di demenza costi circa 22 mila euro l’anno per famiglia e recenti studi rilevano che nel 50% dei casi uno dei famigliari e’ costretto a lasciare anzitempo il lavoro per assistere un congiunto malato. (AGI) 

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