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Amareggiato ma non scoraggiato. Giuseppe Conte prepara la riscossa

Amareggiato ma con la ferma volontà di tenere duro. Giuseppe Conte, giurista con lo sguardo rivolto a palazzo Chigi, auspica che la sua corsa verso il governo non si interrompa all’ultimo miglio. È stato indicato come nome per la guida dell’esecutivo sia dal Movimento 5 stelle che dalla Lega ma ora la sua candidatura traballa. A causa del curriculum, è infatti affiorato più di qualche dubbio.

Il New York Times ha contattato la New York University, dove Conte indica di aver perfezionato i suoi studi giuridici nel 2008 e nel 2009: una portavoce dell’ateneo ha detto però di non aver trovato traccia della sua presenza. Salvini lo difende anche per difendere Savona, il cui profilo – ha ribadito – è indiscutibile. Se qualcuno non vuole che nasca questo governo lo dica, o si parte e si cambia oppure c’è il voto, ha sottolineato il segretario del Carroccio.

Il prof. #GiuseppeConte ha perfezionato gli studi giuridici a Vienna, all’International Kulturinstitute. Che non esiste. Esiste, invece l’Internationales Kulturinstitute , che è una scuola di lingue. https://t.co/vb8E6mhiBg pic.twitter.com/MYCz9RFLaN

— Jeanne Perego (@jeperego) 22 maggio 2018

Il leader della Lega è stato categorico: il sospetto è che a remare contro possa essere anche una parte del Movimento 5 stelle che rilanciando sotto traccia la candidatura di Di Maio blocca la nascita del governo. I pentastellati tentano di ‘blindare’ Conte ma anche tra di loro, spiegano fonti parlamentari, c’è il timore che la figura del giurista possa essere uscita indebolita.

Giuseppe Conte, L’Espresso: ‘Casa di Roma gli venne ipotecata da Equitalia nel 2009’ https://t.co/Zc2zrH1O4G

— Il Fatto Quotidiano (@fattoquotidiano) 22 maggio 2018

Chi ha parlato con Conte riferisce il suo stato d’animo: sono convinto della mia buona fede, non ho inventato nulla, le osservazioni del diretto interessato. Conte sta lavorando per difendersi, nel suo staff si stanno studiando le modalità per replicare alle critiche piovute da diverse parti. Qualche parola in più c’è stata ma nessun dolo, la constatazione del giurista che ai suoi interlocutori ha spiegato di aspettare di essere convocato anche per chiarire, di essere tranquillo ma allo stesso tempo sconcertato per la bufera che si è scatenata.

Pesano anche le notizie riportate da Telegraph secondo cui Conte avrebbe studiato a Cambridge per un solo mese. E la vicenda Stamina: Conte è stato nel 2013 il legale della famiglia di Sofia, una bimba di Livorno affetta da leucodistrofia metacromatica, malattia degenerativa terminale che porta a progressiva paralisi e cecità. Come avvocato si era battuto affinchè la piccola potesse seguire il protocollo di cura Stamina.

Perché il caso #Stamina è la macchia più grave per #GiuseppeConte @mauromunafo https://t.co/OxQCv2GanS pic.twitter.com/rnCM1J64YT

— L’Espresso (@espressonline) 22 maggio 2018

Il Quirinale sta valutando il suo profilo. Sullo sfondo è riemersa l’ipotesi Di Maio ma il Carroccio fa muro. “Se ci saranno passi indietro su Conte si ridiscute tutto”, fa sapere il vice presidente della Camera, Fontana. La tesi è che rischia di saltare tutta l’impalcatura mentre qualche parlamentare del Movimento 5 stelle dietro le quinte azzarda che se Conte non reggerà le pressioni si potrebbe vagliare un altro esponente di garanzia. In ogni caso mentre il premier indicato da Lega e M5s riflette su come respingere le accuse di aver modificato il suo curriculum, anche tutto lo schema di governo resta in stand by.

“I nomi li farà il premier”, sottolineano dal Movimento 5 stelle e dalla Lega ma dipenderà ovviamente da chi sarà incaricato di guidare l’esecutivo. Con Di Maio premier all’Economia andrebbe Giorgetti, ma al momento il ‘piano B’ sul quale nelle scorse settimane si è speso il Movimento 5 stelle non trova convergenze con il partito di via Bellerio. Intanto il Pd e Forza Italia sono alla finestra. “La paralisi di M5s e Lega è imbarazzante”, attacca Marcucci mentre dal partito azzurro la linea è quella di non indossare i panni degli ‘euro-ortodossi’. Ovvero giuste le preoccupazioni sullo stato dell’economia e dell’andamento in Borsa ma nessuna barricata pregiudiziale contro Salvini e Di Maio: l’obiettivo è far partire il governo, altrimenti la prospettiva è quella del voto. E al momento sia i dem che gli azzurri intendono scongiurare questa ipotesi. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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