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Amatrice come dopo un bombardamento

E’ come dopo un bombardamento, questa la prima immagine di Amatrice alle soglie del paese circondato dall’antica cinta muraria medievale. A 12 ore dal terremoto che ha colpito Amatrice continua ad alzarsi la polvere dei soccorritori che scavano tra le macerie: inutile dire quanto dolore ma anche dignita’ si vede nella gente che si aggira tre le rovine di quella che fino alle 3.36 di stamane era un’ambita localita’ turistica dell’Appennino laziale nel Parco Nazionale del Gran Sasso e dei monti della Laga.

L’ingresso al centro storico e’ interdetto perche’ c’e’ pericolo di crolli d’altronde, come dopo ogni movimento sismico, continuano le scosse di assestamento. Tanta la gente che si abbraccia piangendo in silenzio: il dolore per qualcuno che e’ scomparso ma anche lacrime di felicita’ di riabbracciare qualcuno che e’ caro ed e’ sopravvissuto alla tragedia . Tra le macchine che arrivano ci sono tanti che vengono a cercare di recuperare i proprio cari: “sono 20 anni che non vengo qui – dice un automobilista che ha appena parcheggiato la macchina per salire a piedi nel centro storico – sono venuto di corsa perche’ c’e’ mia madre di quasi 80 anni che era venuta qua al suo paese natale per passare un agosto piu’ fresco che a Roma mi hanno detto che sta bene ma non riesco ancora a parlarci “. Questa una delle tante storie del persone che arrivano e implorano le forze dell’ordine di poter passare i blocchi alla viabilita’ per altro necessari per garantire la viabilita’ ai soccorsi .

Il primo quadro che appare arrivando nella cittadina e’ quello di dopo un bombardamento e sembra impossibile pensare che in tanti hanno abbinato il nome di questa citta’ ai mitici ‘bucatini all’amatriciana’ che tante volte hanno allietato le tavole festose di pranzi con amici e parenti. (AGI)

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