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Amatrice, il giorno più lungo. Il paese “che non c'è più” cerca un futuro

Amatrice, una anno dopo. Nella notte la cerimonia per ricordare le 239 vittime del terremoto del 24 agosto 2016. Una lettura di brevi cenni biografici delle vittime, poi la fiaccolata per le vie di Amatrice fino al momento clou: la campana ha battuto 239 rintocchi, uno ogni tre secondi, facendo coincidere l’ultimo con le 3:36.32, esattamente un anno dopo quella stessa ora in cui la devastazione portata dal terremoto nell’Italia centrale uccise 239 persone ad Amatrice e nelle sue frazioni. Ci sono voluti dieci minuti per quei 239 rintocchi di campana che hanno rotto il silenzio della notte tra queste montagne, in una cittadina dove i segni dei colpi inferti dal sisma si vedono tutti, anche di notte.

E questa, si legge sul Secolo XIX, è stata una notte particolare. Cominciata con il raduno, poco prima delle 23, inizialmente alla spicciolata e poi sempre più numeroso, di parenti e amici delle vittime ed anche di persone arrivate dai centri vicini del Reatino e dell’Aquilano per far sentire la propria solidarietà a questa comunità.

In un clima di mestizia e di dolore. Tanti giovani al bar che accoglie chi arriva ad Amatrice, ma senza gli schiamazzi abituali che caratterizzano il ritrovarsi in comitiva. Per strada molte persone, di ogni età, con indosso la felpa – chi rossa, chi blu, chi bianca o beige – con scritto a caratteri cubitali ‘Amatrice’, come fosse il nome di una squadra di calcio o di altro sport. Una felpa che vuole essere il simbolo dell’appartenenza, dell’identita’. Nonostante il terremoto.

La giornata

Oggi è il giorno del ricordo. Come si legge su Repubbblica alle 11 ci sarà la celebrazione eucaristica nella tenda-base al campo sportivo, presente anche il premier Gentiloni. La presidente della Camera, Laura Boldrini e il ministro dell’Interno, Marco Minniti, parteciperanno invece, alle 17, alla  messa in ricordo di tutte le vittime celebrata dal vescovo di Ascoli Piceno, monsignor Giovanni D’Ercole nella nuova chiesetta di legno nell’area Sae di Pescara, frazione di Arquata del Tronto .

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Amatrice prova a tornare a vivere

Intanto Amatrice prova a ricominciare a vivere (leggi articolo di Paolo Giomi). La ferita del “mostro” è ancora lì, sotto gli occhi di tutti, a squarciare il cielo sopra i monti della Laga. Una ferita ancora aperta e sanguinante, a un anno esatto da quella notte che ha cambiato per sempre la vita degli amatriciani, e Amatrice stessa. “Amatrice non c’è più”, disse il sindaco Sergio Pirozzi in collegamento radio pochi minuti dopo le scosse che hanno distrutto il borgo più famoso dell’alta valle del Velino. E ora, scrive Mattia Feltri su La Stampa, la situazione appare chiara: Amatrice ci prova e mostra la vita che c’è, anche se conosce la verità.

“Amatrice non c’è più. Avrà la piazza, e case vere, una nuova fisionomia, ma non ci sarà più. Non è soltanto una questione urbanistica e architettonica, o di tempi biblici, è molto altro – scrive Feltri -, una storia fisica spazzata via, la storia che risiedeva dentro le pietre, il soffio degli spiriti dei secoli, e i 235 morti, i lutti in ognuna delle famiglie, i villeggianti che non torneranno, i nonni aspetteranno i nipoti altrove, i figli proseguiranno verso altre estati, e tutto questo qui lo sanno, e vanno avanti verso un domani che non si sa”. 

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Un monumento per le vittime

In memoria delle vittime del terremoto del 24 agosto, si legge su Rai News, dopo un momento di preghiera collettiva presieduto dal vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompiliè, è stato il sindaco Sergio Pirozzi ha scoperto un monumento, che raffigura l’antica moneta ‘Fidelis Amatrix’.

Lo ha realizzato lo scultore Marino Di Prospero scolpendo un blocco di travertino bianco proveniente da una cava di Acquasanta Terme. La moneta ‘Fidelis Amatrix’ nel 1486 fu concessa in diritto alla citta’ di Amatrice da Ferdinando D’Aragona per la fedeltà dimostratagli nella lotta contro gli Angioini.

La “giornata del silenzio”

Quello odierno è un anniversario (reso più amaro dalla sinistra coincidenza con il sisma di Ischia), per il quale Pirozzi ha proclamato il lutto cittadino. “D’ora in poi per Amatrice il 24 agosto sarà la giornata del silenzio”, si legge nell’ordinanza comunale. Per tutta la mattinata le bandiere saranno issate a mezz’asta e listate a lutto, gli esercizi commerciali e i locali pubblici abbasseranno le serrande dalle 10 e 45 alle 12 e 15, e le attività pubbliche saranno ferme fino alle 13. La stessa ordinanza è stata emanata da Stefano Petrucci, sindaco di Accumoli, Comune che fu epicentro del sisma della scorsa estate. Dove le attività commerciali e i locali pubblici saranno chiusi però dalle 17 e 45 alle 20 del pomeriggio, orario in cui verrà celebrata la messa solenne in ricordo delle vittime, officiata, come ad Amatrice, dal Vescovo di Rieti, Monsignor Domenico Pompili. Ricordare in silenzio. Ma ribadendo a gran voce la volontà di resistere, di tornare a vivere al più presto.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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