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Amianto nel talco. Johnson & Johnson condannata a risarcire Stephen Lanzo

Centodiciassette milioni di dollari, cioè 95 milioni di euro. È la cifra che Johnson & Johnson e il suo fornitore di talco Imerys Talc dovranno dare a Stephen Lanzo. L’uomo, un banchiere statunitense, ha portato in tribunale la società farmaceutica convinto che i suoi prodotti siano la causa del mesotelioma, il tutore ai polmoni causato dall’esposizione all’amianto.

Amianto nei prodotti

“La giuria del Middlesex County in New Jersey – scrive la Cnn – ha ordinato alle compagnie di pagare 80 milioni di dollari per danni punitivi”. Si tratta di un provvedimento previsto dalla giurisdizione statunitense che prevede un risarcimento superiore a quello dovuto per compensare il danno subito in caso di azione dolosa o di colpa grave. Una settimana prima la stessa corte aveva assegnato altri “30 milioni di dollari di risarcimento danni a Lanzo e sette alla moglie”, riconoscendo il 70% della responsabilità alla ditta farmaceutica e il 30% al fornitore francese.

L’uomo, oggi 46enne, ha dichiarato di aver utilizzato i prodotti di Johnson & Johnson, come lo Shower to Shower e il Baby Powder per oltre 30 anni.

Prima sentenza per un uomo e per cancro a polmoni

È la prima volta che una sentenza stabilisce che “i prodotti della società contengono amianto – riporta Reuters -. La compagnia nega le accuse, dicendo che le sue polveri non ne contengono né causano il cancro” e annuncia il ricorso. La sentenza inoltre rappresenta il primo caso in cui è coinvolto un uomo. Non è però la prima volta che Johnson e Johnson si trova a dover affrontare le corti dei tribunali statunitensi. I casi aperti sono più di seimila, la maggior parte delle quali si basano sull’accusa che la società non avrebbe avvertito le donne sul rischio di sviluppare cancro alle ovaie utilizzando i prodotti per l’igiene intima.

Solo nel Missouri, quattro processi su cinque hanno stabilito le responsabilità dell’azienda, costringendola a pagare più di 300 milioni di dollari. In California, sempre secondo Reuters, un’altra sentenza aveva stabilito un risarcimento per 417 milioni di dollari per la morte di una donna. Quasi tutte queste decisioni sono però state ribaltate in sede d’appello.

Il problema del talco è l’estrazione

Per questo motivo la società spera che anche in questo caso la sentenza venga annullata. Nel tribunale che l’ha messa di fronte a Lanzo, Johnson & Johnson si difende dicendosi sicura che “l’esposizione dell’uomo all’amianto deriva da fonti differenti”.

I depositi di talco, scrive Cnn, “si trovano spesso nei pressi dei depositi di minerali che costituiscono l’amianto, e alcuni studi hanno mostrato il rischio di contaminazione durante l’estrazione”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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