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Anche cellule muscolari partecipano a evoluzione Sla

Roma – Anche le cellule muscolari, oltre a quelle nervose, sono coinvolte nell’evoluzione della Sclerosi laterale amiotrofica (Sla). Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori dell’Universita’ Sapienza di Roma in uno studio pubblicato sulla rivista Pnas. Il punto di partenza e’ stato un esperimento che ha coinvolto 93 pazienti con patologie legate alla denervazione nervosa, di cui ben 76 affetti da Sla. (AGI) Red/Pgi (Segue) (AGI) – Roma, 3 mar. – Un primo importantissimo risultato e’ stato quello di dimostrare che nei muscoli dei soli pazienti Sla il recettore dell’acetilcolina, responsabile della contrazione muscolare, e’ risultato alterato per un’aumentata espressione della subunita’ alpha. Questa aberrazione riduce di conseguenza la sensibilita’ alla stimolazione da parte dell’acetilcolina comportando una riduzione dell’efficacia contrattile dei muscoli. “Siamo arrivati a questa affermazione ? ha spiegato la fisiologa Eleonora Palma – con una tecnica particolarmente innovativa che consiste nell’impiantare le membrane muscolari dei pazienti nell’ovocita di una rana sudafricana, che ha la capacita’ di ‘fondere’ ed ‘esporre’ le proteine native del paziente sulla propria membrana”. Sul recettore AChR un endocannabinoide (PEA), che in un singolo paziente aveva prodotto risultati incoraggianti, ha mostrato un miglioramento della funzionalita’ del recettore in seguito a stimolazioni ripetute. Si e’ proceduto quindi sulla base della sperimentazione in laboratorio a testare il PEA in pazienti affetti da Sla. Rispetto a pazienti non trattati, quelli a cui e’ stato somministrato il PEA hanno mostrato una riduzione del declino respiratorio. “La nostra ipotesi e’ che il PEA, associato alla terapia standard, renda il recettore AChR piu’ funzionale potenziando conseguentemente la contrazione di alcuni tipi di muscoli, ha detto Maurizio Inghilleri, a responsabile del Centro Malattie Neuromuscolari Rare de policlinico universitario romani. “Purtroppo non esistono ancora farmaci o terapie capaci di modificare l’andamento della malattia, ma il nostro studio indica chiaramente il coinvolgimento muscolare nella Sla suggerendo ulteriori possibili interventi terapeutici”, ha concluso. (AGI) 

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