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Anche Giordano Bruno merita la riabilitazione

Articolo di Rosario Sorrentino (Corriere 29.1.15)

“”Come medico non posso che amare Galileo Galilei, l’uomo che inventò il metodo sperimentale e rivoluzionò il mondo e l’idea di futuro; ciò nonostante le mie emozioni e la mia ammirazione sono soprattutto per Giordano Bruno, l’uomo libero che decise di morire su un rogo infame — proprio lui che quel fuoco l’aveva sempre avuto dentro di sé.

Non entrerò qui nel merito della profonda e arcinota ingiustizia che il filosofo ha dovuto subire. Bruno è stato e rimane un simbolo indistruttibile di forza e di straordinaria energia. Lui non a caso soprannominato «filosofo on the road», itinerante, inquieto, fastidioso e ribelle, più scienziato di tanti scienziati pavidi e sottomessi che corteggiavano il potere. È stato uno di più grandi e impertinenti pensatori del Rinascimento, e andrebbe preso a esempio proprio da quei giovani così a corto di modelli autentici e portati a coltivare la propria rassegnazione perché spesso suggestionati, vinti da un «futuro che ormai non c’è».

È la stessa vita di Bruno a suscitare forti emozioni e ci convince che ciò che può motivare la nostra esistenza, le nostre scelte, le nostre decisioni, possa essere l’idea, la passione di lasciare una testimonianza, un’impronta del nostro passaggio, per tentare di rendere il mondo migliore. Questo però a patto di una piena consapevolezza della volontà di andare oltre l’ordinaria amministrazione, accettando i rischi delle proprie scelte, con il desiderio di incidere, influire sul corso e sugli eventi del nostro tempo.

Giordano Bruno se ne andò con parole, rivolte ai suoi carcerieri, che rimangono scolpite nella memoria dell’umanità: «Forse voi che pronunciate questa sentenza avete più paura di me che la subisco». Poi fu messo a tacere per sempre. Vorrei che papa Francesco concludesse una volta per tutte la dolorosissima vicenda di Bruno con la sua più completa e convincente riabilitazione. Solo lui può farlo.””

http://www.iniziativalaica.it/?p=23828

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