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Anche i sacchetti della farmacia vanno pagati, ma costano molto di più

“Intollerabili speculazioni nei negozi, specialmente nelle farmacie, dove i sacchetti costano fino a 60 centesimi”. La denuncia arriva dalla Federconsumatori, che riferisce di segnalazioni pervenute dagli utenti a proposito del costo dei sacchetti bio, obbligatori dal primo gennaio in applicazione della Direttiva UE n. 2015/720, che prevede che tutte le buste, anche i sacchetti leggeri e ultraleggeri (con spessore inferiore ai 15 micron), utilizzati nei negozi e nei reparti ortofrutta, gastronomia, macelleria, pescheria e panetteria, dovranno essere biodegradabili e compostabili, nel rispetto dello standard internazionale UNI EN 13432:2002, con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile del 40%.

Nei giorni scorsi  Federfarma ha fatto recapitare un volantino alle farmacie associate nel quale si specifica che “la busta biodegradabile in cui mettiamo i farmaci e gli altri prodotti che acquisti in farmacia non può più esser gratuita”. Specificando che il costo della busta deve essere specificato chiaramente sullo scontrino fiscale che si rilascia ai clienti.

“Abbiamo già denunciato – dice una nota – come sia certamente necessario impegnarsi a livello istituzionale per aumentare la consapevolezza dei cittadini consumatori relativamente agli impatti che i sacchetti di plastica hanno sull’ambiente, intervenendo per contrastare la problematica diffusa legata all’inquinamento da plastica monouso: tutto ciò, però, senza chiedere ai cittadini di sostenere ulteriori costi. Si corre il rischio, infatti, di allontanare, come sta avvenendo, i cittadini dall’obiettivo primario, della sostenibilità ambientale, imponendo loro di sostenere un costo che, se calcolato nel suo complesso, potrebbe risultare gravoso per le famiglie italiane”.

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E viene appunto riportato che la preoccupazione maggiore non riguarda i circa 2-3 centesimi applicati sui sacchetti di plastica per gli alimenti, “che in ogni caso, anche prima, i cittadini pagavano spalmati sul prezzo dei prodotti”, bensì “la grave speculazione in atto soprattutto nelle farmacie. Molti cittadini ci segnalano, infatti, che tali esercizi stanno addebitando costi spropositati per i nuovi sacchetti di plastica: dai 10 ai 60 centesimi a sacchetto. Un importo decisamente sproporzionato. Per una famiglia che, mediamente, si reca ad acquistare medicinali o dispositivi medici presso una farmacia una volta ogni settimana, l’aggravio sarebbe di 20,80 euro l’anno. Invitiamo i cittadini a fare attenzione ai costi che vengono loro addebitati per tale voce e, nei negozi, portare sempre con sè sporte e sacchetti riutilizzabili, rinunciando così del tutto al sacchetto e al relativo costo”. La Federconsumatori fornisce quindi un vademecum dettagliato “che fa chiarezza su quanto contenuto nella nuova normativa, smentendo le false notizie circolate in questi giorni” sui sacchetti bio.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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