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Ankara agli Usa, estradate Gulen o relazioni a rischio

Istanbul – Dopo il fallito golpe, Ankara alza la voce con Ue e Usa. L’Europa eviti “dichiarazioni minacciose”, ha avvertito il ministro degli esteri turco Mevlut Cavusoglu, replicando al presidente della commissione europea Jean-Claude Juncker, che aveva detto che la Turchia “non e’ nella posizione per poter diventare un Paese membro”. Cavusoglu ha risposto invitando “i rappresentanti delle Istituzioni” a evitare “minacce che non hanno alcun effetto sulla Turchia”. “Nessun offesa, ma Juncker eviti di parlarci guardando alla Turchia dall’alto in basso” ha detto il ministro. Sulla stessa linea la posizione di Cavusoglu nella polemica sulla possibile reintroduzione della pena di morte, un argomento sul quale il ministro invita l’Ue a esprimersi con prudenza “per evitare che gli si ritorca contro”. La polemica e’ nata in seguito alle affermazioni di Federica Mogherini che aveva detto che in Europa “con la pena di morte non si entra”. Affermazione ribadita dal presidente della commissione pochi giorni dopo.

Toni minacciosi anche con gli Stati Uniti: la Turchia ha avvertito che se non sara’ estradato il religioso Fetullah Gulen, accusato di essere la mente del fallito golpe, le relazioni tra i due Paesi potranno inasprirsi. Cosi’ il ministro degli Esteri, Ahmet Cavusoglu alla vigilia del suo viaggio a Washington in cui affrontera’ il nodo della rapporti con l’America e la richiesta di estradizione i Gulen che vive in esilio nel 1999. Il ministro degli Interni Efkan Ala, parlando questa mattina del tentato golpe avvenuito in Turchia la notte del 15 Luglio, ha affermato che i golpisti hanno potuto contare su una mente manovratrice all’interno dell’intelligence. “Non abbiamo ricevuto nessun avviso ne’ allarme da parte dei servizi segreti militari. E’ ovvio che c’era una mente che manovrava dall’interno poiche’ nessuno ha avvisato ne’ i militari ne’ la polizia di cosa stava accadendo. ll piano dei golpisti e’ stato sventato perche’ i servizi segreti governativi (Mit) sono stati avvisati 4-5 ore prima, ma nessun avviso e’ giunto dai servizi segreti militari”. Ala ha poi ribadito la necessia’ di risolvere un problema che riguarda “piu’ delle carenze del sistema che delle carenze dell’intelligence”, per evitare che in 5 o 10 anni un altro golpe possa avere luogo in Turchia. (AGI) 

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