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Anpi freddo su invito, Renzi "polemica incomprensibile" 

Roma – Non si placa la polemica tra Matteo Renzi e l’Anpi sul referendum costituzionale: il presidente nazionale dell’associazione dei partigiani, Carlo Smuraglia, si è mostrato freddo sull’invito del premier a confrontarsi con lui a una Festa dell’Unità in Emilia-Romagna. Smuraglia, che rientrera’ in Italia nei prossimi giorni dalle vacanze, ha fatto sapere che “esaminera’, con la Segreteria Nazionale, l’intera situazione venutasi a creare recentemente”. “Va rilevato, peraltro”, ha sottolineato in una nota l’associazione, “che il tema della discussione, ossia le modalita’ della presenza dell’Anpi nei consueti spazi delle Feste dell’Unita’, non e’ stato ancora seriamente affrontato e risolto. L’ipotizzato confronto, a livello nazionale, del tutto anomalo per la sede parziale, per gli interlocutori e per le modalita’ non definite, non e’ certamente la soluzione del problema di fondo e verra’ comunque valutato nella sua sostanza”.

Renzi, che domenica alla Versiliana aveva invitato Smuraglia a un confronto pubblico chiarificatore (” Io dirò come la penso e lui dirà come la pensa, e poi ci daremo un abbraccio”),  è tornato sulla questione nella sua e-news: “Mi e’ molto dispiaciuta la polemica per me incomprensibile con l’Anpi rilanciata dai giornali in queste ore. Ho dunque invitato il presidente dell’associazione Smuraglia alla Festa dell’Unita’ di Bologna o di Reggio Emilia per un confronto pubblico sui contenuti del referendum. Il Pd – e il sottoscritto – non hanno mai paura del confronto”. “Vi svelo un segreto: la democrazia non e’ sotto assedio in Italia”, ha aggiunto il premier, “se vince il no, rimane tutto com’e’ adesso, se vince il si’ saltano delle poltrone e si semplifica l’Italia. E sono convinto che molti cittadini, al di la’ di cosa decideranno di votare alle elezioni, sapranno scegliere e capire che quei senatori dell’opposizione che stanno facendo campagna per il no lo fanno per difendere il loro posto in Parlamento. Chi vuole cambiare vota Si’, chi vuole mantenere le cose come sono vota No”. (AGI)

 

 

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