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Appalti, arrestato il sindaco Tagliacozzo

Tagliacozzo (L’Aquila) – Alle prime ore di questa mattina, i carabinieri dell’Aquila hanno arrestato il sindaco di Tagliacozzo, Maurizio Di Marco Testa, un amministratore, un tecnico e un imprenditore. Dodici in tutto gli indagati.

Il provvedimento del gip di Avezzano, Maria Proia, a conclusione di una lunga indagine su reati di tentata concussione, turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale ed altro. Oltre al sindaco i destinatari del provvedimento, richiesto dal pubblico ministero Roberto Savelli, sono il responsabile dell’ufficio tecnico del comune di Tagliacozzo, Gianpaolo Torrelli, di Celano, l’architetto Carlo Tellone e l’assessore alla Cultura Gabriele Venturini.

Il primo cittadino è stato rinchiuso nel carcere di Avezzano, mentre agli altri sono stati concessi i domiciliari. Gli altri indagati sono invece il vicesindaco Angelo Poggiogalle, l’assessore Antonio Amicucci, l’ex segretario comunale Giampiero Attili, Franco Pasquini concessionario dell’ippodromo, Anna Calzetta dell’ufficio urbanistica, Antonio Mastroddi e Luigi Mastroddi. Sottoposti a divieto di esercitare l’attività di impresa Angelo Di Marco, Giancarlo Bonifaci, Maurizio Palmeggiani, Alessandro Di Michele e Mauro Volpe di Barisciano. L’inchiesta della Procura di Avezzano riguarda appalti pubblici, gare, organizzazione e patrocini ad eventi. Tra queste il Festival di Mezza Estate e il raduno motociclistico in piazza dell’Obelisco.

I carabinieri più volte avevano acquisito a Palazzo di città atti riguardanti queste tematiche. I carabinieri hanno depositato in Procura anche gli atti relativi alla scuola da realizzare “con urgenza” negli edifici dell’ex Pretura, e l’affidamento alla srl Carrera, che ha in gestione fino al 2035 l’ippodromo dei Marsi. E poi gli atti relativi all’affidamento dell’incarico di progettazione dei lavori della scuola elementare “Bevilacqua”, quelli relativi all’affidamento dell’incarico di progettazione dei lavori di ampliamento del cimitero di Tremonti. Nella notte tra l’11 e il 12 febbraio scorsi sotto l’abitazione del sindaco erano state incendiate le sue tre auto di famiglia.

L’episodio destò molto scalpore anche tra la cittadinanza che partecipò in massa ad una manifestazione pubblica indetta dallo stesso Comune. (AGI) 

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