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Appello di Juncker all'Europa 'Accogliamo chi fugge dalla guerra'

(AGI) – Roma, 9 set. – Il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, ha chiesto all’Europa di accogliere chi fugge da guerra e poverta’, tanto piu’ se alle sue spalle c’e’ l’Isis, con un meccanismo vincolante e permanente di quote che assorba il flusso; ma ha promesso anche di rivedere le politiche di asilo, rafforzando Frontex per il controllo delle frontiere e delle coste (anche se non sara’ abolito Schengen) e rimandare indietro chi non avra’ i requisiti.

“L’Ue non versa in buone condizioni: manca l’Europa e manca l’unione a questa Unione europea”, ha detto in apertura del suo primo discorso sullo Stato dell’Unione, chiedendo un’azione “audace e concertata” da parte dell’Ue e di tutte le sue istituzioni. “I numeri sono incredibili, secondo alcuni spaventosi”, ha proseguito, ma “non e’ il momento di avere paura, e’ il momento dell’umanita’”.

Quasi in contemporanea, a Berlino, il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ufficializzava dinanzi al Bundestag la sua disponibilita’ a rispondere con responsabilita’ alla “sfida umanitaria”, un’accoglienza sostenuta dalla forza economica del Paese e senza allontanarsi dalla linea di consolidamento finanziario. Il cancelliere vede “piu’ opportunita’ che rischi” nell’enorme afflusso di profughi ma ha chiesto alla Germania, imparando dagli errori del passato, di attrezzarsi per un’integrazione il piu’ rapida possibile: molti di loro diverranno cittadini tedeschi, i profughi dunque dovranno rispettare le regole, imparare il tedesco e troveranno lavoro.

Dinanzi a un emiciclo lo ha interrotto ma a tratti lo ha anche applaudito, il presidente della Commissione Ue ha chiesto all’Ue di accogliere ulteriori 160mila rifugiati in Europa da ripartirsi in quote obbligatorie tra gli Stati. “Non parliamo di numeri, ma di esseri umani che vengono da Siria e Libia. Quello che stanno passando potrebbe accadere a chi oggi vive in Ucraina: non si puo’ fare distinzione di credo, etnia o di altro tipo”.

Ricordando che gli europei nel passato sono stati essi stessi rifugiati, Juncker ha ricordato che il numero dei migranti arrivati in Europa e’ importante ma comunque esiguo in termini percentuali: al momento rappresentano lo 0,1 per cento della popolazione, mentre in Libano sono il 25% degli abitanti; e ha chiamato in causa i parlamentari, cercando di farli calare nelle vesti dei singoli: “Non ci sarebbe prezzo che non paghereste per fuggire, non c’e’ mare che non cerchereste di attraversare, non c’e’ confine che non cerchereste di varcare se alle vostre spalle ci fosse l’Isis”. Ecco perche’, “anche se costruiamo muri e barriere, i rifugiati non smetteranno di venire verso l’Europa”. Juncker ha anche annunciato la creazione di un fondo fiduciario di emergenza pari a 1,8 mld di euro per aiutare l’Africa ad affrontare le cause dell’immigrazione. (AGI)

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