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ARGENTINA; Dichiarato incostituzionale che la chiesa mantenga il segreto sugli abusi

In una sentenza inedita la giustizia di Mendoza ha assicurato che i canoni che mantengono il segreto sulle indagini interne alla chiesa sono incostituzionali.

Di Ana Montes de Oca –

In un giudizio inedito nel paese, la giustizia mendocina ha dichiarato incostituzionali due canoni del diritto sul quale si regge la chiesa cattolica  che mantiene il segreto delle indagini di abuso sessuale da parte dei preti.

Si tratta di una denuncia realizzata da un ragazzo soprannominato Tomàs che ha denunciato di essere stato abusato sessualmente dal sacerdote Raùl del Castillo, che era il direttore della scuola don Bosco de Ciudad, tra il 1998 e 2001.

Tomàs ha fatto la denuncia sia alla chiesa che alla giustizia civile ma 10 anni dopo quanto ha sofferto i presunti abusi. Siccome la vittima non aveva sufficienti prove e basandosi in perizie realizzate dai periti della chiesa la magistratura ha deciso di archiviare la causa.

Parallelamente, l’arcivescovado di Mendoza ha cominciato l’indagine interna, ma in nessuna circostanza è stata data a Tomàs possibilità di partecipazione, ne è stato chiamato a dichiarare, ne è stato informato del corso dell’indagine, gli hanno solo trasmesso che la denuncia era stata archiviata.

“Questo costituisce una violazione alle garanzie del debito processo, al non informare e far parte di nessuna istanza alla vittima, non lascia prove che ci sia stata un’indagine”, ha spiegato Carlos Lombardi, avvocato di Tomàas, il quale ieri ha vinto in giudizio per danni e pregiudizi morali le accuse avanzate contro la comunità Salesiana.

Il giudizio della sala 2 del tribunale di Gestione Giudiziale Associata, ha considerato che il segreto della chiesa rispetto alla supposta indagine a Del Castillo è incostituzionale ed ha causato danno morale alla vittima.

Si intende che il processo canonico in se stesso non è incostituzionale nella misura nella quale si possa compatibilizzare con altri diritti fondamentali, cosa che non è accaduta nella seguante causa. Agli atti è rimasto dimostrato che sulla denuncia non ci sono state indagini (vedere fas. 281 e 282) e che non è stata data risposta ne informazione rispetto alla denuncia effettuata, a chi la aveva realizzata. Considero che non si tratti di divulgare un fatto privato in forma pubblica e che il destinatario dell’informazione era lo stesso denunciante e non una terza persona.

Per queste ragioni il giudice ha ordinato ai Salesiani di pagare un indennizzo a Tomàs

Segreti cari

Sebbene nel caso di Tomàs si tratta di un giudizio di prima istanza nel 2015 la Suprema Corte di Giustizia di Mendoza ha determinato che il diritto non è al di sopra dei diritti umani.

Questo, sommato alla dichiarazione di incostituzionalità dei canoni 1717 e 1719 (il primo cerca di proteggere la fama dei membri del clero nelle indagini di questo tipo, il secondo ordina l’archivio segreto di tutte le azioni fatte dalla chiesa, apre la possibilità che decine di vittime che non hanno mai avuto accesso alle indagini interne delle loro denunce possono chiedere che venga pagato loro un risarcimento economico per aver violato il loro diritto costituzionale ed umano, a ricevere questa informazione.

Il prete accusato ancora lavorava con i bambini

Raùl del Castillo è scomparso da Mendoza dopo la denuncia contro di lui nel 2008. Poi si è saputo che era dentro alla congregazione Salesiana in Paraguay. Li, almeno tra il 2010 e il 2015 lavorò con bambini in situazione di rischio.

Attualmente è l’incaricato del seminario per la formazione della spiritualità.

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