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Argentina, documenti Usa "Kissinger incoraggiò violenze dittatura"

Roma – I funzionari del Dipartimento di Stato Usa e della Casa Bianca “inorridirono” nello scoprire le violenze commesse dalla dittatura dei militari argentini. Ma non Henry Kissinger, che, al contrario, “non solo era consapevole” di ciò che la Giunta militare stava facendo, ma ne incoraggiò attivamente” l’azione durante la cosiddetta ‘guerra sporca’. E’ quanto scrive il ‘New Yorker’ citando documenti militari e di intelligence Usa sul colpo di stato dei militari argentini del 1976, declassificati in questi giorni. Secondo il settimanale, che dedica a Kissinger un impietoso ritratto intitolato ‘Henry Kissinger ha una coscienza?’, i documenti desecretati “hanno rivelato che i funzionari della Casa Bianca e del Dipartimento di Stato erano intimamente consapevoli della natura cruenta dei militari argentini, e alcuni erano inorriditi da ciò che sapevano. Altri, in particolare Henry Kissinger, non lo erano”.

La decisione di declassificare migliaia di documenti relativi a quegli anni (una prima apertura in questo senso da parte dell’amministrazione Usa fu realizzata durante la presidenza di Bill Clinton) era stata annunciata nel marzo scorso da Barack Obama, che proprio in occasione del 40esimo anniversario del colpo di stato del marzo del ’76, ha incontrato a Buenos Aies il presidente argentino Mauricio Macri. In quella occasione Obama visito’ la Esma, la scuola di meccanica della Marina, teatro di violenze e torture durante il governo dei militari oggi trasformata in un memoriale in onore delle vittime della dittatura, e riconobbe il ritardo con cui gli Stati Uniti avevano affrontato negli anni il tema dei diritti umani in Argentina. In concomitanza con la visita del presidente Usa a Buenos Aires, la consigliera per la sicurezza nazionale, Susan Rice, annuncio’ l’intenzione della Casa Bianca di declassificare una mole enorme di documenti militari e di intelligence su quel periodo. “Vogliamo seppellire l’ultimo pezzo di Guerra Fredda”, disse Obama qualche giorno dopo nel suo storico viaggio a L’Avana.

La settimana scorsa, una prima parte di quei documenti sono stati resi pubblici. E dalle carte emerge l’inquietante ruolo di Kissinger. In un cablogramma del 1978, l’ambasciatore degli Stai Uniti a Buenos Aires, Raul Castro, mentre Kissinger e’ ospite di Jorge Rafael Videla durante i campionati del mondo di calcio, riferisce dalla “preoccupazione” per “gli alti elogi che Kissinger” tributa al governo argentino nella sua attivita’ di lotta al terrorismo. “C’e’ il pericolo che il governo argentino possa usare le dichiarazioni di Kissinger come giustificazione per inasprire la sua posizione sui diritti umani”, scrive l’ambasciatore. Le ultime rivelazioni, scrive ancora il New Yorker, ‘confermano che Kissinger ha dimostrato non solo di essere a conoscenza di cio’ che l’esercito stava facendo, ma di aver incoraggiato attivamente’ le azioni della Giunta. Secondo quanto emerge dai documenti citati dal settimanale, due giorni dopo il colpo di stato del marzo del ’76 l’assistente di Kissinger responsabile per gli affari Inter-americani, William Rogers, avverti’ il segretario di Stato che la repressione della giunta militare sarebbe stata molto cruenta e avrebbe riguardato non solo “i terroristi, ma anche i dissidenti che fanno parte dei sindacati e dei partiti”. “Avranno bisogno di un po ‘di incoraggiamento – fu la risposta di Kissinger – perche’ io voglio incoraggiarli. Non voglio dare la sensazione che gli Stati Uniti gli daranno fastidio”. Kissinger dunque, non diede solo l’appoggio ‘politico’ dell’amministrazione Usa alle attivita’ della Giunta, ma svolse un ruolo attivo, di ‘co-ispiratore’ delle violenze, scrive ancora il New Yorker: in un memo scritto da Kissinger dopo colloquio con il ministro degli esteri argentino, l’ex segretario di Stato scrive. “siamo in momento curioso, in cui le attivita’ politiche, criminali e terroristiche tendono a fondersi senza alcuna separazione chiara. Siamo consapevoli che e’ necessario stabilire l’autorita’. Se ci sono cose che devono essere fatte – conclude – si dovrebbe fare rapidamente”. (AGI)

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