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Arrivano i semafori con il conto alla rovescia. Cosa c'è da sapere

 

In Italia i semafori con il conto alla rovescia erano finora previsti solo per i pedoni. Dallo scorso 19 dicembre sono però entrate in vigore le norme previste dal decreto del ministero dei Trasporti del 27 aprile 2017, che consentono di utilizzare il countdown anche per le segnalazioni luminose dirette alle automobili. Attenzione, però, non si tratta di un obbligo ma di un’opzione che i gestori delle strade potranno scegliere anche di ignorare, come l’elevamento del limite di velocità autostradale da 130 a 150 chilometri all’ora del quale, come ricorda Omniauto, nessuna concessionaria si è mai avvalsa. Proprio Omniauto stila un vademecum di tre punti che spiega come verrà applicata questa innovazione.

  1. Le tabelle contasecondi potranno essere abbinate alle lanterne semaforiche solo se vengono installati nuovi impianti semaforici o quando c’è la sostituzione congiunta delle lanterne e del regolatore semaforico.
  2. Il countdown si arresterà a un secondo, dopodiché scatterà il colore successivo: sullo schermo del conto alla rovescia, si leggerà il numero 1. Il colore dei numeri del conto alla rovescia deve corrispondere al colore della luce accesa in quel momento.
  3.  Le luci countdown dovranno essere installate in abbinamento con le lanterne semaforiche cui sono associate, in posizione autonoma, poste in alto al di sopra della luce rossa fino all’altezza massima di 4 metri dal piano viario. Le tabelle contasecondi potranno essere installate anche per regolare i sensi unici alternati temporanei istituiti in caso di cantieri stradali.

Cosa rischia chi non rispetta il rosso?

“Come gran parte dei sistemi elettronici di sicurezza, anche il countdown viene considerato uno strumento utile per combattere la pericolosa tendenza a ‘bruciare’ i semafori, e dunque a prevenire investimenti e incidenti”, spiega La Stampa, “chi passa comunque con il rosso, rischia la ‘solita’ contravvenzione: una multa da 162 a 200 euro più la decurtazione di 6 punti dalla patente. Nel caso in cui l’infrazione non sia rilevata subito, le telecamere dell’impianto semaforico sfruttano la targa per risalire al proprietario dell’auto e inviare la sanzione. Toccherà dunque al proprietario comunicare i dati della persona che era alla guida – e dunque responsabile dell’infrazione – pena un’ulteriore multa da 300 euro”. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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