TwitterFacebookGoogle+

Arte, cultura e musei vaticani

Musei vaticaniDi Attilio Tempestini – 26.01.2014 –
Da decenni, mi ripromettevo di visitare i Musei vaticani. Dove forse ero già stato, ma da ragazzino. Ho, infine, provveduto il mese scorso: e naturalmente ne valeva la pena.

Ma quanto al sito, per cui sto scrivendo, è il caso di considerare soltanto il pieghevole che all’ingresso dei Musei si trova a disposizione del pubblico e nel quale il loro direttore, Antonio Paolucci, scrive “avete di fronte a Voi la gloria dell’Arte e della Cultura poste al servizio della Fede”.

Un’affermazione, davvero perentoria; tanto più che Paolucci intende una fede istituzionalizzata, questi Musei definendoli nelle righe successive come “il luogo identitario della Chiesa cattolica”. Tale perentorietà merita -per cominciare- un commento in linea di fatto.

Paolucci stesso menziona, fra le opere più notevoli dei Musei, sia il gruppo scultoreo del Laocoonte, sia l’Apollo del Belvedere: l’uno, mi pare il caso di evidenziare, del 1° secolo a. C., l’altro del 4° secolo a. C. Pure tali opere andranno considerate, dunque, al servizio di quella Chiesa cattolica che prenderà vita solamente alcuni secoli dopo? Passando quindi, da ciò che ha attraversato i millenni a ciò che da noi dista magari alcuni decenni soltanto, Paolucci segnala fra le cose ammirevoli, anche la sezione “dedicata all’Arte Religiosa Moderna”.

Ebbene, chi visita tale sezione si imbatte, per esempio, in Salvador Dalì: anche lui “al servizio della Fede”? Proviamo, a questo punto, ad abbozzare una tassonomia sugli atteggiamenti qualificabili come di filoreligiosità (ovviamente, se ne potrebbe anche delineare una in seno all’areligiosità o all’antireligiosità): sarebbe calzante, per questo pieghevole, l’etichetta di filoreligiosità fagocitante. Poiché opere come quelle che ho appena ricordato, mi parrebbe già troppo ritenerle -meno perentoriamente- “in dialogo con la Fede”. Ad andare poi, oltre un commento in linea di fatto, l’affermazione su “la gloria dell’Arte e della Cultura poste al servizio della Fede” dà, di quest’ultima, un’immagine monolitica. Mentre nel corso dei secoli, parlare di fede cattolica può rinviare ora ad un Francesco d’Assisi, ora a quel papa Borgia la cui figura ho visto, in qualche sala dei musei Vaticani, venire pudicamente definita come “controversa”.

Il punto di fondo, comunque, lo individuerei nella circostanza che Paolucci ritiene siano da celebrare un’arte ed una cultura “poste al servizio della Fede” e non al servizio -quanto più è possibile- dell’individualità artistica e culturale, di chi, ad esempio, dipinge un quadro.

Ecco dunque una filoreligiosità, che si presenta sotto l’aspetto di un radicale antiumanesimo. Infine, è appena il caso di notare come davanti all’affermazione di Paolucci vengano alla mente tutte le volte in cui sono state delle dittature, a pretendere un’arte ed una cultura asservite a qualcosa -di natura religiosa, o no-. Concluderei rilevando che se secondo il direttore dei Musei vaticani chi entra in questi avverte quasi “il respiro del Sacro”, d’altra parte chi ne esce con in mente le considerazioni, da me fin qui esposte, avverte quasi una brezza di libertà: tornando in uno Stato la cui Costituzione, nell’art. 33, afferma “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”. Affermazione che mi pare un ottimo esempio, di quella parte I in cui questa Carta tratta i “Diritti e doveri dei cittadini”. Proprio a tali diritti e doveri, sistematicità vuole che si rapporti, subito dopo, quella parte II che la Carta dedica all’ “Ordinamento della Repubblica”: e che tante voci -a cominciare, dal cosiddetto Colle più alto- da anni richiedono di modificare, in ampiezza e profondità… –

http://www.italialaica.it/news/editoriali/49811#sthash.7qV6lk7V.dpuf

 

 

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.