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Assange pronto all'estradizione in Usa se “garantiti i diritti”

Julian Assange è pronto a ad andare negli Stati Uniti “se saranno garantiti i suoi diritti”. Lo scrive il profilo account di Wikileaks, che dunque non chiarisce se il fondatore del network manterrà la promessa fatta il 12 gennaio scorso, quando aveva affermato che avrebbe accettato di farsi estradare se Barack Obama avesse graziato Chelsea Manning, il militare che aveva passato ad Assange il file di Wikileaks. Assange, spiega l’account, “è ancora felice di andare negli Stati Uniti” sebbene “la Casa Bianca abbia sottolineato che la liberazione di Manning non è un do ut des”, ovvero non è stata decisa dal presidente americano come conseguenza delle promesse del blogger australiano.

 

Assange is still happy to come to the US provided all his rights are guarenteed despite White House now saying Manning was not quid-quo-pro.

— WikiLeaks (@wikileaks) 18 gennaio 2017

 

Il 17 gennaio l’annuncio: Barack Obama ha deciso di graziare Chelsea Manning, condannata a 35 anni di carcere. A sorpresa, la Casa Bianca ha annunciato la scelta del presidente americano di commutare la pena: Manning sarà liberata il prossimo 17 maggio. Ex soldato americano (si chiamava Bradley e ha cambiato sesso in carcere), analista d’intelligence, Manning è stata condannata per aver trafugato e passato a WikiLeaks 700mila documenti top secret del Dipartimento di Stato e della Difesa. Rapporti sconvolgenti, in particolare, sulla guerra in Iraq.

Perché Obama deve graziare Snowden e Manning prima che arrivi Trump – di Riccardo Luna

La svolta che non soddisfa Assange

I riflettori ora sono tutti puntati su Assange. Ma cosa voglia fare, in realtà, non è per nulla chiaro. In una mail inviata al sito ‘The Hill‘ uno dei suoi legali, Barruy Pollack, afferma che la decisione americana è “ben lontana da ciò che volevamo”. “Mr. Assange – prosegue Pollack – aveva chiesto che Chelsea Manning ottenesse clemenza e fosse rilasciato immediatamente”. 

Chelsea Manning, la vita in carcere della ‘spia’ di Assange

Obama: non presto attenzione ai tweet di Assange

“Non presto molta attenzione ai tweet di Mr Assange”, ha commentato il presidente Barack Obama nella sua ultima conferenza stampa, liquidando così la domanda dei reporter che gli chiedevano se ora si aspetti che il co-fondatore di WikiLeaks si consegni agli Usa dopo la svolta su Manning.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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