TwitterFacebookGoogle+

Assessore irrispettoso e baciapile

Di Giovanni Fioravanti – 23.11.2017 –

Succede a San Giorgio di Piano comune dell’hinterland bolognese che il sesso degli angeli diviene il pomo della discordia nel terzo millennio dopo Cristo.

Muore Caffarra, il cardinale della diocesi di Bologna, quello che “Omosessuali e trans non entreranno mai nel regno dei cieli”, e l’assessore alla cultura di San Giorgio di Piano si permette di ironizzare sulla sua pagina di facebook postando “Ciao Carlo, vola in cielo a discriminare gli angeli (in quanto transgender)”.

Proteste ed esposto dell’opposizione di destra e dei pentastellati in consiglio comunale. Ora, per la seconda volta da settembre, interviene il prefetto che per lettera richiama il primo cittadino di San Giorgio di Piano a prendere provvedimenti nei confronti dell’assessore che non ha violato nessuna legge, ma che sarebbe stato istituzionalmente sopra le righe.

Ci mancava. Da qualche angolo, neppure troppo remoto, del nostro Stato doveva tornare ad uscire odore di clericalismo, un puzzo medievale, che speravamo evaporato, servi servili che si prostrano a baciar le pile.

Lo stato è laico, ma la laicità è ancora un optional per tanti politici e funzionari del nostro paese, è incredibile come le coscienze si contorcano così facilmente.

“Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi”, recita l’articolo 54 della nostra Costituzione, e prosegue “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore,…”

Ora, in questa vicenda di San Giorgio di Piano, viene da chiedersi chi serve lo Stato con onore, l’assessore alla cultura con il suo post “sacrilego” o il prefetto che ne chiede le dimissioni?

Caffarra non è certo stato un pastore alla Francesco, anzi prima di morire gli ha indirizzato una lettera di richiesta di chiarimenti, una “dubia” che ha firmato insieme ad altri tre cardinali. Ma questi sono fatti loro. Sono affari nostri, però, quando uno sale in pulpito, con poco “amoris” e altrettanta poca “laetitia”, a condannare, a dividere, a segnare.

Lo stato laico non ha una sua morale che non sia quella universale di tutti e soprattutto il nostro Stato, quello italiano, ha l’articolo 3 della sua Costituzione, quello che recita, è bene ricordarlo al signor prefetto di Bologna e  a tutte le coscienze sensibili alla religione, quella confessionale, e ben poco a quella laica, “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

Non c’è dubbio che nella vicenda di San Giorgio di Piano a servire con più onore lo Stato laico italiano sia l’assessore alla cultura, colpevole di aver rammentato, ad un cardinale, sia pure post mortem, non è mai troppo tardi, i principi della nostra Costituzione, che avrebbero dovuto essere i suoi quand’era in vita, essendo pure lui un cittadino di questo paese.

Può darsi che questo modo di ribadire i principi su cui si fonda la convivenza tra di noi non sia piaciuto a tanti, se ne faranno una ragione, ma certo un prefetto di questo nostro Stato, un prefetto chiamato a servire nello spirito della Costituzione, non può permettersi di alzare un dito nei confronti di un servitore delle istituzioni pubbliche che non ha avuto timidezze né tentennamenti a denunciare l’intollerabilità di ogni discriminazione in qualunque forma essa si manifesti, da qualunque pulpito provenga. Anche di fronte alla morte questo silenzio sarebbe stato colpevole.

Abbiamo un ministro dell’Interno il cui compito è garantire l’integrità dello Stato laico e della sua Costituzione, se c’è qualcuno che deve rispondere di qualcosa non è certo l’assessore alla cultura di San Giorgio di Piano.

(La foto è tratta da youtube.com)

http://www.italialaica.it/news/editoriali/57677

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.