TwitterFacebookGoogle+

Atac: su cosa dovranno decidere i romani 

Sono state consegnate oggi in Campidoglio le 33 mila firme raccolte da Mobilitiamo Roma, sigla legata a Radicali Italiani e Radicali Roma, a sostegno del referendum popolare per la messa a gara del servizio di trasporto pubblico nella Capitale. Il 12 agosto infatti scadono i tre mesi per raccogliere le sottoscrizioni, per convalidare il testo ne servono almeno 29 mila valide, pari all’1% della popolazione cittadina. 

Se la commissione comunale sui referendum convaliderà le firme necessarie entro il prossimo 31 gennaio la sindaca Virginia Raggi dovrà indire la data della consultazione cittadina, che per essere valida deve vedere la partecipazione di almeno un terzo del corpo elettorale. 

Cosa chiede il referendum 

Il referendum chiede che a partire dal 2019, l’anno in cui scadrà l’attuale concessione di Atac per la gestione del trasporto pubblico a Roma, il comune cerchi un nuovo gestore con una gara pubblica. Potrà partecipare, ovviamente, anche Atac ma anche qualsiasi altra società interessata alla gestione della totalità o di una parte della rete del trasporto pubblico romano. 

Il testo del quesito su Atac

Il testo del quesito su cui sono state raccolte le firme chiede ai cittadini romani: 

“Volete voi che a decorrere dal 3 dicembre 2019 Roma Capitale affidi tutti i servizi relativi al trasporto pubblico locale” mediante “gare pubbliche, anche ad una pluralità di gestori” garantendo la salvaguardia occupazionale di chi attualmente svolge il servizio?”

Negli ultimi dieci anni sono state presentate 15 proposte di referendum cittadini, ma nessuna è mai arrivata alla fase di votazione. Anche risalendo più  indietro negli anni gli unici quesiti ad arrivare in fondo sono stati quelli del giugno 1997 per la privatizzazione delle quote comunali di Acea e Centrale del Latte. 

Obiettivo non privatizzare, ma migliore gestione del servizio

In entrambi i casi prevalse di misura il Sì, col 52% nel testo su Acea e col 50,6% per quanto riguarda la centrale del Latte. L’anno successivo la multiutility è stata quotata in borsa, rimanendo comunque al 51% del Campidoglio. Quanto alla Centrale, nel 2012 il Consiglio di Stato ha stabilito che la vendita effettuata nel 1998 era nulla e il legittimo proprietario tornava ad essere il Comune. I Radicali hanno più volte sottolineato che il loro obiettivo non è privatizzare il trasporto pubblico, ma che il comune di Roma si assicuri che il servizio venga gestito da una società efficiente. 

 

Il referendum dovrebbe svolgersi la prossima primavera. Sarà soltanto consultivo: comunque vada, il Campidoglio può decidere di prenderlo o meno in considerazione. Il referendum è stato firmato anche dal ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda dall’ex candidato sindaco di Roma Roberto Giachetti. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.