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Attacco a Lione: Salhi confessa, "l'ho decapitato io". Poi il selfie con la testa mozzata

(AGI) – Roma, 28 giu. – La scorsa notte Yassin Salhi, l’uomo fermato dopo l’attacco all’azienda di gas di Saint-Quentin-Fallaviern, nell’Isere, e principale imputato nella decapitazione del suo padrone di lavoro, ha iniziato a parlare con gli investigatori.

Secondo una fonte vicina alle indagini, Salhi ha confessato l’omicidio del suo datore di lavoro, decapitato.

L’uomo “ha cominciato a raccontare come si sono svolti i fatti”, spiega una emittente tv. In giornata Salhi sara’ trasferito nella sede dell’antiterrorismo a Parigi. Il Canada sta collaborando con gli investigatori francesi, per cercare di rintracciare il destinatario del numero di cellulare a cui Salhi ha inviato via WhatsApp il selfie che si e’ scattato con la testa mozzata della sua vittima.

Secondo il canale ITelevision pero’ nelle dichiarazioni di Salhi ci sono ancora “molte zone d’ombra”. Il quotidiano Le Parisien ha intervistato Sebastien, l’ex insegnante di educazione fisica del sospettato. Sebastien ha raccontato che Salhi gli ha confidato un giorno di essere stato in Siria per sei mesi tra il 2010 e il 2011, durante i quali avrebbe studiato in una scuola coranica.

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