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Attacco a Mosul, I'Isis arretra

di Giancluca Zeccardo

Roma – E’ iniziata nella notte l’offensiva finale per la riconquista della città di Mosul, nel nord dell’Iraq, che potrebbe durare “diverse settimane, se non oltre”. Si teme per la sorte di centinaia di migliaia di civili, che potrebbero essere usati come scudi umani dai miliziani dell’Isis. A chiunque è impedito di lasciare la città dal giugno 2014 in mano ai jihadisti che ne hanno fatto una delle capitali del Califfato. In particolare, secondo Save The Children, è in pericolo la vita di un milione e mezzo di bambini.

L’OFFENSIVA ANNUNCIATA DAL PREMIER ABADI
Il premier irecheno Haider al Abadi ha annunciato l’inizio dell’offensiva in un discorso televisivo. “L’ora della vittoria è arrivata e le operazioni per liberare Mosul sono cominciate”, ha esordito. “Oggi – ha aggiunto – dichiaro l’inizio delle operazioni vittoriose per la liberazione dalla violenza e dal terrorismo di Daesh”. Dopo l’annuncio, una colonna di veicoli blindati si è messa in marcia verso Mosul, da una posizione distante 45 chilometri dalla città.

Mosul, bastione sunnita pieno di ex militari di Saddam 

 

 

The hour has struck. The campaign to liberate Mosul has begun. Beloved people of Mosul, the Iraqi nation will celebrate victory as one

— Haider Al-Abadi (@HaiderAlAbadi) 17 ottobre 2016

 

LA SITUAZIONE SUL TERRENO
L’esercito iracheno sarebbe già riuscito ad abbattere la prima linea difensiva posta al di fuori della città avanzando dalla zona di Baashiqa. Caccia della coalizione internazionale a guida Usa e iracheni bombardano con raid mirati i siti di difensa dell’Isis: la base di al Qiyara, ma soprattutto la zona di Sahel Ninive, in particolare Bashiqa, circa 14 chilometri a nord della città.
 

 

(Video Anadolu Agency)

Oltre alle milizie di Difesa popolari sciite, presenti con 9mila uomini, partecipano anche i peshmerga curdi, che stanno avanzando dalla direttrice di al Sawatir già conquistata e hanno liberato altri 7 villaggi della zona di al Hamdania, a meno di 10 chilometri dalla città. Circa la metà dei 3.000 combattenti iracheni addestrati dalle forze turche nel campo di Bashiqa, stanno partecipando all’offensiva. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, nonostante gli attriti con Abadi per la presenza di truppe di Ankara, ha affermato che è “impensabile che la Turchia resti fuori dall’offensiva”. I membri del Consiglio comunale di Mosul hanno annunciato che “è crollato il sistema difensivo creato dall’Isis in città”.

                        
                                                        (Foto Anadolu Agency)    

 

LA RISPOSTA DELL’ISIS
I miliziani jihadisti stanno bombardando con artiglieria pesante gran parte dei villaggi intorno alla città, secondo quanto riferito tv curda Rudaw (che ha troup al seguito dei combattenti curdi) il comandante del peshmerga, Mohamed Hama Agha. L’ufficiale ha aggiunto che sarà aperto un corridoio umanitario per la fuga dei civili. Decine di kamikaze sono pronti a farsi saltare contro i soldati nemici, e la stessa Rudaw ha documentato un assalto di un attentatore suicida che non è andato a buon fine. I miliziani usano tunnel per nascondersi o fuggire, ma decine di essi, secondo fonti militari curde, sono già scappati in Siria con le famiglie.
 
SETTIMANE O FORSE PIU’ PER RICONQUISTARE LA CITTA’
L’offensiva “potrebbe durare settimane, o forse più”, ha avvertito il generale Stephen Townsend, comandante della coalizione internazionale a guida Usa. “Potrebbe essere una battaglia lunga e difficile”, ha ammesso, ma ha assicurato che “gli iracheni sono preparati e noi li appoggeremo”. L’operazione, ha commentato il segretario alla Difesa Usa Ashton Carter, è un “momento decisivo” per sconfiggere l’Isis.

TIMORI PER CIVILI USATI COME SCUDI UMANI 
Le Ong hanno lanciato ripetuti appelli affinché non siamo i civili a pagare le conseguenze dell’offensiva per la riconquista di Mosul. C’è innanzitutto il timore che l’Isis li usi come scudi umani. Il vicesegretario generale dell’Onu per gli Affari umanitari Stephen O’Brien Asimismo ha espresso “profonda preoccupazione per la sicurezza di 1,5 milioni di persone”. “Decine di migliaia di ragazze e ragazzi, donne e uomini, potrebbero essere usati come scudi umani”, ha aggiunto. “Migliaia di persone potrebbero essere costrette a lasciare la città e restare intrappolate tra le linee del fronte”, ha concluso. Secondo Save The Children “è in pericolo la vita di più di mezzo milione di bambini”. (AGI) 

 

 

 

 

 

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